Medico-Paziente

Tumori, aumentano i guariti.
Ma è allarme sul crollo degli esami

Ultimo Aggiornamento il 10 Febbraio 2021 da Redazione

Aumentano in Italia i pazienti che hanno superato il cancro. Oggi sono circa 3,6 milioni i cittadini vivi dopo la diagnosi di tumore, con un incremento del 37% rispetto a 10 anni fa. Lo rileva l’Associazione italiana di oncologia medica in occasione della Giornata mondiale contro il cancro. Ma preoccupa contestualmente il crollo degli esami, a causa della pandemia.

Sono oltre 2 milioni in meno gli screening nei primi 9 mesi del 2020 e i ritardi nelle diagnosi precoci possono causare un aumento della mortalità. Nel 2020, secondo i dati diffusi da Aiom al convegno nazionale sullo stato della cura del cancro in Italia, sono state stimate 377.000 nuove diagnosi di tumore, circa 6.000 casi in più del 2019. Dall’altro lato, però, almeno 1 paziente su 4 (quasi un milione di persone) è tornato ad avere la stessa aspettativa di vita della popolazione generale e può considerarsi guarito.

Risultati importanti, ottenuti grazie a terapie sempre più efficaci e alle campagne di prevenzione, che però rischiano di essere compromessi dalla pandemia. Per questo, sottolinea l’Associazione, è fondamentale che i programmi di prevenzione siano riavviati quanto prima e finanziati con più risorse.

Il minor numero di screening effettuati nel 2020, infatti, ha portato ad una netta riduzione non solo delle nuove diagnosi di tumore della mammella (2.793 in meno) e del colon-retto (1.168 in meno), ma anche delle lesioni che possono essere una spia di quest’ultima neoplasia o del cancro della cervice uterina. 

Se la situazione “si prolunga, diventa concreto il rischio di un maggior numero di diagnosi di cancro in fase avanzata, con conseguente peggioramento della prognosi, aumento della mortalità e delle spese per le cure” – è l’allarme lanciato da Giordano Beretta, presidente Aiom – “Il ritardo diagnostico accumulato, è una delle conseguenze indirette della pandemia. Le cure anti-cancro devono continuare in sicurezza anche in questa fase delicata. Sono pertanto necessari il riavvio immediato degli screening in tutte le Regioni e una loro radicale ristrutturazione, anche con l’acquisto di nuove apparecchiature e l’assunzione di personale”.