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Verso la quarta dose: obbligo o libera scelta?
di CORRADO PERRICONE

Ipotizzare la quarta dose con vaccini che all’inizio erano stati messi in commercio a scopo sperimentale e senza esperienze pregresse, a mRna i vaccini Pfizer e Moderna e a dna Johnson&Johnson ed Astrazeneca, ci conferma la sensazione di trovarci di fronte al fatto che in questi due anni trascorsi non si è fatto nessun passo avanti, per cui bisogna prendere atto di due grosse problematiche:

  1. non si è verificata l’ipotesi di un vaccino ideale, come richiesto anche dall’Ema (European Medicines Agency), che abbia un’elevata immunogenicità ed una capacità consolidata di indurre risposte immunitarie efficaci;
  2. la programmazione della vaccinazione di massa non è nient’altro che una vaccinazione di gregge.

Pertanto mi sarei aspettato che, di fronte alla nostra impotenza di programmare un vaccino ideale, ci fosse un’ampia collaborazione così come aveva promosso la Fondazione Mediterraneo poiché, trovandoci di fronte ad una guerra contro un nemico occulto, soltanto con la collaborazione di tutti potremmo raggiungere una situazione di maggiore tranquillità anche per quanto riguarda la vaccinazione di massa. 

Rispetto all’obiettivo di fermare i contagi purtroppo è evidente a tutti che, con la vaccinazione attualmente in uso, abbiamo fallito l’obiettivo, dal momento che i vaccini tutt’ora in uso hanno dato e ci danno delle complicanze spesso anche gravi, questi continui richiami, l’idea di sottoporre tutti alla vaccinazione che spesso è subita, pur di usufruire del Green Pass obbligatorio, senza vederne i gravi effetti collaterali, è tutto discutibile ma purtroppo coloro che avrebbero dovuto valutare in maniera minuziosa la necessità del vaccino non sono in grado di valutarne tutti gli aspetti.

Mi piace sottolineare soprattutto che i vaccini in uso interferiscono sul sistema immunitario così come pubblicato recentemente dalla rivista scientifica Nature in un report in cui si evince che anche le difese immunitarie ne risentono e si possono manifestare oltre che danni diretti a livello vascolare anche talvolta slatentizzare patologie silenti.

Non dimentichiamoci che esiste una diretta correlazione fra vaccini e sistema immunitario e che rimane fondamentale studiare quest’ultimo tramite lo studio della immunità cellulare perché ci permette di valutarne la normofunzionalità con l’utilizzo della tipizzazione linfocitaria tramite la citofluorimetria.

È inspiegabile come a tutt’oggi non sia diffusa tale indagine che ci darebbe la tranquillità nel sottoporci alla vaccinazione. Da qui appare spiegabile perchè si verifichino nei vari soggetti risposte diverse collegate alle varianti del virus ma anche al tipo di assorbimento dello stesso vaccino.

Quando sono usciti questi vaccini si disse che per attivarsi avrebbero avuto un’azione di poche ore e che, dopo aver espletato la loro azione immunitaria avrebbero terminato la loro funzione, invece purtroppo ancora oggi non conosciamo il loro eventuale iter cioè se abbiano un’azione cellulare o nei tessuti, caso in cui si spiega il perché dei danni anche ai vari organi e a livello globale. 

Inoltre questi nuovi vaccini hanno globalmente un grosso limite quando parliamo di immunità di memoria, l’immunità naturale, volutamente non si è messo in evidenza che questa si raggiunge con l’intervento di tutti i componenti del virus che sono 27, mentre questi vaccini sono basati solo sulla sola proteina Spike. 

In conclusione qualora si dovesse passare all’attuazione della quarta dose ovviamente dovrà essere una libera scelta e non un obbligo che purtroppo oggi, nonostante tutte le sentenze sfavorevoli, viene praticato.

Del Prof. Corrado Perricone – Ematologo e già responsabile del Centro di Immunoematologia dell'AORN Santobono Pausilipon, già componente del Consiglio Superiore della Sanità. Responsabile del comitato scientifico della fondazione Mediterraneo