Pareri a confronto

Morti sul lavoro: la piaga della carente formazione ed informazione
di GIAN PIERO SBARAGLIA

8 Settembre 2023

ERROR HESTERNUS SIT TIBI DOCTOR HODIERNUS”
così recita il brocardo latino
“L’errore di ieri ti sia maestro di oggi”


Ma non è così oggi nella nostra cultura, se ancora si continua a morire follemente sul lavoro. È possibile che dalla disamina degli avvenimenti luttuosi di questi ultimi anni non sia ancora scaturita “la Medicina” atta a fermare questi lutti?

La nostra voce, da questa autorevole sede, più volte si è fatta sentire nell’analizzare il fenomeno ricercandone, non diciamo la panacea, ma almeno una qualche utile idea o meglio ancora un qualche utile suggerimento, nell’aiutare così le istituzioni – in tutta umiltà e senza puntare alla visibilità o ai protagonismi – a trovare qualche soluzione.
La nostra esperienza pluriennale quale Direttore Sanitario e Scientifico del Centro di Formazione della Associazione di Misericordia di Roma Centro,- regolarmente accreditato all’ARES-118 – Lazio e I. R. C. (Italian Resuscitation Council) – ILCOR –ERC- coadiuvato da giovani talentuosi, come il dott. Davide Bertucci, dottore in Scienze Infermieristiche, nell’erogare Corsi di Primo Soccorso non solo in ambito della Rianimazione Cardio-Polmonare, ma anche Corsi per la Sicurezza e Prevenzione della Salute in ambito lavorativo, in ossequio alla legge sulla Prevenzione e Sicurezza, secondo il D.lgs. N° 388 del 15 luglio 2003 e il D.lgs. 81/ 2008, ci ha portato a toccare con mano la quasi totale assenza di consapevolezza dei rischi per la salute in ambito lavorativo, nella maggior parte dei discenti, lavoratori dipendenti di varie realtà lavorative.

Di più, abbiamo avuto contezza, nella maggioranza dei corsi erogati, di una carente formazione in tema di Sicurezza e Prevenzione sul lavoro da parte dei discenti, o meglio, dell’esistenza di una seppure modesta coscienza di ciò che può o non può fare ciascun dipendente – salvo lo specifico proprio lavoro – nel proprio ambito, per difendere la propria salute da eventuali pericoli che potrebbero presentarsi nel posto di lavoro, o a causa di un’improvvisa alterazione dell’ambiente (fughe di gas, incendio, elettricità), o dai presidi tecnici, o mezzi di lavoro in uso negli stessi ambienti lavorativi e in carico a ciascun dipendente.

Durante i corsi era cosa comune costatare la curiosità, ma soprattutto lo stupore dei discenti, che venivano messi al corrente ed in guardia da comportamenti anomali durante il lavoro, come quello di muoversi, in maniera anomala, sulla propria poltrona a rotelle con la possibilità di cadere sul pavimento, riportando in qualche caso lesioni personali che potrebbero essere definite sì come “infortunio sul lavoro”, perché avvenute in ambiente di lavoro, ma non “infortunio da lavoro”, stante la responsabilità per imprudenza e superficialità del lavoratore.
Altra particolarità rilevata durante i corsi nel parlare con i discenti è quella di aver rilevato la frequente assenza nei posti di lavoro sia di un responsabile della Sicurezza, ma soprattutto dell’assenza della Cassetta di Primo Soccorso e di un DAE.

Ed ecco allora il dovere delle istituzioni, che non è solo quello di gridare a gran voce “BASTA CON LE MORTI SUL LAVORO!”, ma quello di CAPIRE CHE IL RIMEDIO CONSISTE NELL’INFORMARE-FORMARE OGNI LAVORATORE SECONDO QUANTO GIÀ CITATO E PREVISTO NEI D.LGS. 2003 E 81/08, e DARNE PRONTA ESECUZIONE, pretendendo poi che i datori di lavoro si impegnino a richiedere agli stessi lavoratori-dipendenti la poco attuata richiesta delle “CERTIFICAZIONI DELLE COMPETENZE”, ben trattata nell’inserto Guida al Lavoro del Sole 24ORE del 15 Ottobre 2021, e già esistente per le Scuole dal 2010, con D.M. n°9 del 27.01.2010.

Tutto quanto sopra detto, dovrebbe essere obbligo delle istituzioni verificarne la “Conoscenza” da parte dei Lavoratori, aggiornandone la formazione costantemente, onde evitare che il tempo faccia dimenticanza presso qualsiasi dipendente sui doveri da rispettare in qualunque ambito lavorativo, e non soltanto puntando alla richiesta dei diritti. Oggigiorno ci si risparmia nel parlare o nel denunciare certi avvenimenti, a riflettere se sia stata onorata in ogni caso la “RESPONSABILITÀ MORALE” relativa agli effetti di qualsiasi nostro comportamento pratico (in questo caso in ambito lavorativo) così come si legge nella definizione di MORALITÀ, figlia della cultura, che concerne le forme ed i modi della vita pubblica e privata, in relazione alla categoria del bene e del male.

Ciò vuol dire che ciascun dipendente-lavoratore, qualunque sia il suo ambito di lavoro, deve avere contezza di come ci si deve comportare in questi ambiti, soprattutto nel rispetto delle linee guida, ben descritte dai decreti – legge sopra riportati.

E allora, con umiltà e saggezza, si dia voce ed inizio ALLA FORMAZIONE –INFORMAZIONE dei Datori di Lavoro e dei Lavoratori – Dipendenti, dell’esistenza di certe regole e di certe responsabilità morali, da tenere sempre in mente in ogni ambito lavorativo, accompagnando il tutto sempre da un ottima dose di Buon Senso, colpendo però coloro i quali danno prova di non saperle rispettare, mettendo così a rischio l’altrui salute, come sta venendo fuori dagli accertamenti sull’incidente ferroviario di Brandizzo la notte del 30 Agosto 2023, dove sono state spezzate cinque vite. E non è l’unico esempio.

Ci permettiamo di fare da questa sede, un accorato appello al dr. Carlo Soricelli, curatore dell’Osservatorio Nazionale Morti sul Lavoro di Bologna, che sappiamo leggerci costantemente, e che da anni porta avanti la battaglia della prevenzione sulle morti sul lavoro, affinché si batta sempre, presso le istituzioni, per la cultura della Formazione-Informazione in ambito lavorativo, contando di sicuro anche sul nostro modestissimo e sincero contributo.

Dott. Gian Piero Sbaraglia
MEDICO CHIRURGO
Spec. In Otorinolaringoiatria
già Primario Otorinolaringoiatra,
C.T.U. del Tribunale Civ. e Pen. di Roma
Direttore Sanitario e Scientifico Centro di Formazione
BLSD-PBLSD – Accreditato ARES 118-Lazio e IRC-
Misericordia di Roma Centro – ROMA.