Sanità e Territorio

AZIENDA SANITARIA DELL’ALTO ADIGE: TRA TERRITORIO E BENESSERE DEI PROFESSIONISTI

24 Febbraio 2026

Intervista ad Andrea Quarello a cura di Ester Dominici

Sette ospedali in rete, accreditamento internazionale “Platino”, un nuovo corso di laurea in Medicina e un contesto di vita che può diventare alleato contro stress e burnout. Il dott. Andrea Quarello racconta l’Azienda sanitaria dell’Alto Adige e le opportunità per i medici che valutano un trasferimento.

Caro Dr. Quarello, è stato un piacere conversare con Lei sul Frecciarossa Roma–Bolzano: il tempo è volato. Il suo racconto mi ha colpita e credo possa interessare molto le lettrici ed i lettori de La Voce dei Medici.

Buongiorno. La ringrazio, anche a nome del Direttore Generale dell’Azienda sanitaria dell’Alto Adige, Dott. Christian Kofler, per questa opportunità. Sarà un piacere “accompagnarvi” nella nostra realtà, fatta di ospedali, territorio e soprattutto persone. Premetto che, pur lavorando in Direzione Generale, sono medico specializzato in medicina interna e svolgo attività di Pronto Soccorso.

Per questo la mia prospettiva è quella di chi vive quotidianamente la linea di confine tra cittadini che chiedono cure di qualità e un’Azienda sanitaria che deve garantire efficienza pur senza risorse illimitate. In Alto Adige c’è una forte propensione all’impegno per  il continuo miglioramento: è un tratto culturale diffuso, che ritrovo anche nella nostra organizzazione.


Una sanità ampia e in rete: sette ospedali e oltre 10.000 operatori

Ci aiuta a dare ai lettori una fotografia d’insieme della vostra Azienda sanitaria?

Siamo una realtà vasta: gestiamo sette ospedali diversi per dimensioni e specialità, in rete tra loro, e contiamo oltre 10.000 collaboratori. Offriamo assistenza sociosanitaria ai circa 530.000 cittadini della Provincia autonoma di Bolzano.

L’ospedale Hub è quello di Bolzano: ospita tutte le principali discipline e servizi, inclusi Terapia Intensiva Neonatale, Stroke Unit/Neuroradiologia, Neurochirurgia, Cardiologia con emodinamica, Chirurgia toracica e vascolare. In ogni ospedale è presente un’Unità di Anestesia; nei presìdi periferici più grandi anche la Terapia Intensiva.

Presso Bolzano ha sede anche il Servizio di Emergenza Medica, Anestesia e Rianimazione (EMAR) , con centrale unica di chiamata, gestione dell’emergenza a terra e soccorso HEMS con quattro elicotteri. Da anni collaboriamo con ospedali universitari italiani e con l’Università di Innsbruck.

Gli altri presìdi ospedalieri sono a Merano, Bressanone, Brunico, Silandro, Vipiteno e San Candido.

  • Merano è il secondo ospedale provinciale: quasi tutte le specialità sono presenti. I servizi aziendali di Psichiatria dell’età evolutiva e Psicoterapia, e di Medicina complementare, sono riferimenti provinciali.
  • Bressanone e Brunico sono punti cardine per Valle d’Isarco e Val Pusteria: garantiscono assistenza completa a residenti e a un turismo molto consistente; grande attività in ortopedia e traumatologia, oltre a servizi avanzati in riabilitazione, senologia, reumatologia e infertilità.
  • Silandro, Vipiteno e San Candido sono ospedali di base fondamentali per le rispettive valli e per gli ospiti in vacanza, con forti collegamenti ai presìdi di riferimento.

Vorrei aggiungere un elemento importante: dopo un processo di accreditamento all’eccellenza durato tre anni, abbiamo ricevuto da Accreditation Canada il livello Platino, una certificazione internazionale che conferma la qualità dei nostri servizi.


Il territorio come risorsa di salute e di benessere

Si dice spesso che l’Alto Adige sia “fortunato” per bellezza e qualità della vita. Che peso hanno questi fattori per chi lavora qui? E quanto possono incidere sul benessere professionale, anche pensando a esperienze come Cultura è Salute che mettono in relazione salute, arti, natura e comunità?

Non lo nascondo: una grande fortuna di questo territorio è la bellezza, che richiama turisti, famiglie e lavoratori in cerca di qualità di vita. Abbiamo natura, Dolomiti patrimonio UNESCO, boschi e prati. Per chi ama montagna e sport sulla neve, l’Alto Adige è un paradiso.

Ma la bellezza non è solo uno sfondo: entra nella vita quotidiana. Incide sui ritmi, sulla possibilità di recuperare energie e quindi anche sul benessere di chi lavora in sanità. In un’epoca in cui si parla molto di stress e burnout, vivere e lavorare in un territorio capace di offrire natura e cultura può fare davvero la differenza.


Un territorio “family friendly” anche per chi si trasferisce

L’Alto Adige è percepito come territorio a misura di famiglia. È davvero così?

Sì. Le famiglie con bambini sono al centro delle politiche provinciali e questo spiega anche il primato italiano della fecondità. Qui crescere un bimbo è meno problematico che in grandi città come Milano o Roma: spostamenti più brevi, servizi “vicini”, meno tempo perso nel traffico.

Le opportunità sportive, culturali e ricreative sono ampie. Anche sul piano della sicurezza ci sono vantaggi: il tasso di criminalità è inferiore rispetto ad altre regioni. Per questo non sono attratti solo singoli medici, ma intere famiglie.

L’Azienda sanitaria dell’ Alto Adige incentiva la mobilità sostenibile: pass annuale gratuito per i mezzi pubblici provinciali per tutti i dipendenti, iniziative per la bicicletta (anche elettrica) in città come Bressanone.
E poi c’è un ritmo di vita diverso, più umano: nei paesi è ancora normale fare la spesa al maso dal contadino.

Un ulteriore valore per chi si trasferisce con figli è la possibilità di apprendere anche la lingua tedesca, lingua ufficiale al pari dell’italiano.


Bilinguismo: opportunità, con percorsi di accompagnamento

Per lavorare in Alto Adige è necessario conoscere il tedesco?

Sulla questione linguistica vorrei fare un poco di chiarezza. Il bilinguismo è riconosciuto e tutelato dallo Statuto Regionale e, per lavorare nel settore pubblico, è pertanto necessario conoscere entrambe le lingue e conseguire un patentino che certifichi le competenze. Tuttavia, per il personale sanitario, vista la scarsità di professionisti a livello nazionale, sono previste deroghe temporanee fino a 3 anni. Senza tedesco si viene assunti con contratto a tempo determinato annuale rinnovabile; per l’indeterminato serve il patentino. L’Azienda offre corsi gratuiti in orario di lavoro e anche soggiorni linguistici “full immerse” nei paesi limitrofi di madrelingua tedesca. È impegnativo, certo, ma può diventare un’opportunità professionale e personale.


Il nuovo corso di laurea e la formazione transfrontaliera

Che cosa cambia con l’apertura del corso di laurea in Medicina a Bolzano?

Dal 2024/25 è attivo un corso di laurea in Medicina e Chirurgia in lingua inglese (60 posti), gestito dall’Università Cattolica di Roma con Provincia e Azienda sanitaria. Le lezioni si tengono alla Claudiana di Bolzano; i tirocini clinici nei nostri ospedali.

Un elemento che ci caratterizza è la possibilità per i neolaureati con patentino di bilinguismo di specializzarsi nei nostri ospedali sia secondo il modello italiano (borse tramite università convenzionate), sia secondo quello austriaco (formazione transfrontaliera con stipendio). Questo crea di fatto un clima da teaching hospitals, dove il tutoraggio dei giovani è parte strutturale del lavoro clinico.

In Italia crescono percorsi che intrecciano formazione clinica, cultura e arti per sostenere empatia e benessere professionale, come Cultura è Salute. Vede spazio per iniziative di questo tipo anche nella vostra realtà?

Credo di sì. Un territorio ricco di opportunità culturali come il nostro può dialogare ancora di più con la sanità. Oggi non basta attrarre professionisti: bisogna anche creare condizioni perché stiano bene, coltivino motivazione e senso del lavoro. In questo l’ambiente, e ciò che offre sul piano culturale e comunitario, può diventare parte della cura dei curanti.


Trasferirsi in Alto Adige: cosa offre l’Azienda ai professionisti

Che cosa direbbe ai medici che valutano un trasferimento?

Direi di pensarci bene: spostarsi significa anche affrontare difficoltà. Ma chi decide di fare il passo trova un’Azienda attrezzata per accompagnarlo.

Alloggi e supporto abitativo.
C’è un hub digitale domanda/offerta per immobili in locazione, che ha già permesso a molti nuovi medici di trovare un’abitazione. A Bolzano sono disponibili 150 miniappartamenti arredati a tariffa agevolata; altre soluzioni esistono anche a Vipiteno e San Candido. L’Azienda offre consulenza dedicata per la ricerca casa.

Servizi per le famiglie.
Promuoviamo posti in asili aziendali o microstrutture convenzionate. A Bolzano esiste un nido vicino all’ospedale per bambini 9–36 mesi. Merano offre una struttura per 9 mesi–6 anni, aperta tutto l’anno 6.45–17.00. Servizi analoghi sono presenti anche negli altri ospedali.

Lingua tedesca: percorsi strutturati.
Il team languages dell’Azienda sanitaria offre gratuitamente e in orario di lavoro corsi interni specifici per il settore sanitario, corsi esterni rimborsati, soggiorni linguistici, esami per certificazioni, consulenze personalizzate e volontariato linguistico.

Simulazione stipendiale.
Prima della firma del contratto è possibile ricevere una simulazione accurata. In generale gli stipendi sono più vantaggiosi rispetto ad altre regioni.


Le difficoltà reali e perché vale la pena provarci

Non è tutto semplice, immagino.

No, non voglio minimizzare: lasciare radici e affetti è faticoso. Ci sono poi le difficoltà per la ricerca di una casa, l’adattamento culturale, l’apprendimento della seconda lingua, le scuole dei figli, il caro vita. Ma spesso le difficoltà diventano occasioni di crescita. Sono convinto che la nostra Azienda sia un datore di lavoro attento alle famiglie: lo testimonia anche l’elevato numero di contratti part-time e il riconoscimento ottenuto con la certificazione “Audit famiglia e lavoro”.

Una sanità che guarda anche alla dimensione umana

In una professione oggi esposta a stress, quanto è importante tenere insieme efficienza, qualità clinica e dimensione umana — anche attraverso percorsi culturali e relazionali come quelli promossi da Cultura è Salute?

È fondamentale. La qualità dei servizi dipende dall’equilibrio e dalla motivazione delle persone. Servono ambienti di lavoro sostenibili, capaci di trattenere professionisti e farli crescere. Tutto ciò che rafforza benessere, empatia, coesione dei team e senso del lavoro non è un accessorio: è un investimento strategico.


Per approfondire

I medici e gli infermieri interessati alle opportunità lavorative dell’Azienda sanitaria dell’Alto Adige possono contattare il Dr. Andrea Quarello: andrea.quarello@sabes.it. Sono disponibili materiali informativi su Mission, Vision e Valori dell’Azienda che verranno inviati su richiesta.