Cultura è Salute

“Arte, Cultura e Salute”, l’odontoiatria e la ricerca del bello
di SALVATORE COSMA

28 Dicembre 2021

“Arte, Cultura e Salute” personalmente, fra i tre corsi a cui ho preso parte (Veroli sul tema delle relazioni virtuose e sulla ricerca empatica, Todi sul tema della sessualità) è stato soprattutto questo a lasciare un’impronta positiva e profonda che mi accompagnerà e sosterrà a lungo nella mia professione e non solo. Quello dell’arte, come già evidenziato su “La Voce dei Medici”, è ormai un tema ed un linguaggio universalmente riconosciuto ed usato in ambito medico e sanitario in generale, finalmente riconosciuto come “farmaco emozionale”. Numerose ed assai interessanti le implicazioni soprattutto nel mio ambito, quello odontoiatrico, in cui ci si vede impegnati, alla stregua di veri artisti, a ricostruire e ristabilire ordine, armonia, funzione e salute laddove genetica, tempo e abitudini scorrette hanno creato seri danni.

Non solo…. Il nostro intervento, la nostra terapia è definita (soprattutto in ambito conservativo e protesico) “Restauro”, ovvero l’azione di rimettere in buono stato ed in condizioni di funzionalità una struttura (vitale!) compromessa, quasi a ritenere e a riconoscere, a ragion veduta, l’organismo umano tutto, un’Opera d’Arte. In effetti l’essenza della Medicina consiste nel fatto che la sua capacità di produrre è in realtà una “capacità a ristabilire” (Gadamer). Possiamo dire che il medico ripristina salute con gli strumenti della sua arte. 

Ma l’arte, anche in questo caso, non è semplice imitazione della realtà ma una rielaborazione aristotelica di essa, una conseguente fonte di crescita e uno strumento di narrazione.
Da odontoiatra posso affermare che gli strumenti che abbiamo a disposizione e l’apparato di nostra competenza ci permettono una produzione privilegiata. In realtà non produciamo salute, bensì prestiamo aiuto attraverso scienza e coscienza, facilitiamo l’essere vivente al ritorno in salute ed al rientro alla Vita nei suoi più diversi aspetti.

L’odontoiatra, in particolare, si presta a ripristinare, insieme a salute e funzione, anche bellezza ed armonia e le riabilitazioni che produce devono rispettare canoni di bellezza ed estetica.
Bellezza ed Estetica…. Mi chiedo spesso, durante la mia attività professionale, quale sia esattamente il significato del Bello… quale senso o valore diamo a questo termine universalmente riconosciuto?
Secondo Treccani è ciò che desta nell’animo, per lo più attraverso i sensi della vista e dell’udito, un’impressione esteticamente gradevole, ovvero che provoca gradimento, quindi piacere, riconosciuto dalla disciplina (l’estetica) che ha per oggetto il bello e la produzione artistica.

Ma l’esperienza ci insegna anche che non è bello quel che è bello ma…. è davvero bello quel che piace? L’ideale ed il giudizio della bellezza sono spesso molto soggettivi.
Soffermandoci sul concetto universalmente riconosciuto dell’estetica, ci affidiamo all’idea pura della “dottrina dell’Arte”. Il “bello” diventa quindi armonico, non dissonante, che non offende il sentimento ed il gusto dell’equilibrio e della misura.
Accordo quindi di più elementi: Bellezza, armonia, forma, funzione, quindi Salute. Perché disarmonia e dissonanza, al contrario, possono celare o promuovere malattia o stato di non benessere. La nostra azione non si traduce nell’asettica ricerca di una perfezione fine a sé stessa o nello sterile e vuoto culto dell’immagine, ma nella ricostruzione di un equilibrio naturale e personalissimo che si identifica con il benessere del singolo paziente.

L’arte medica che ripristina la funzione compromessa può ambire alla produzione del Bello e può contribuire, di conseguenza, al raggiungimento del Buono, restituendo equilibrio, serenità, armonia. L’aspirazione al Bello e necessariamente al Bene, essendo unica l’idea, si configura come tratto essenziale della vita umana. Ed ancora la bellezza esteriore non può che essere strettamente connessa alla bellezza interiore, quasi un riflesso di essa. 
Quindi armonia delle forme fisiche, salute e benessere per promuovere autostima, serenità ed equilibrio che a loro volta generano salute e benessere in una intima unità di corpo e spirito.
Un sorriso come cura dell’anima, la simmetria come pacificazione con sé stessi, la liberazione dal dolore come fonte di energia.

Un caro saluto a tutti i colleghi ritrovati ed incontrati.  Ed un grazie, in particolare, a Daniela e ad Ester.

Salvatore Cosma, odontoiatra