Medico-Paziente

Allarme “Skin shaming”: la cura della pelle è il miglior antidoto di benessere

28 Marzo 2023

Meno conosciuto del Body Shaming, lo "Skin Shaming" riguarda sempre più utenti web italiani (62%), soprattutto donne e giovani: secondo la ricerca "Dove Body Love 2023" la caratteristica del corpo maggiormente presa di mira oggi dagli hater sul web è la pelle (31%), seguita da peso (25%) e misure sproporzionate (20%). Una pressione sociale che genera in chi la subisce senso d'insicurezza (73%) e stati d'ansia (55%). Positivo invece il dato sul rapporto a livello generale con il proprio aspetto: quasi 6 utenti web su 10 si ritengono infatti complessivamente soddisfatti (58%). "Isolarsi dal rumore di fondo dei diktat esterni diventa il modo d'elezione per avere cura di sé stessi" spiega la dott.ssa Stefania Andreoli, psicoterapeuta

Se negli ultimi anni si è spesso sentito parlare di “Body Shaming”, ossia tutte quelle azioni compiute per offendere una persona giudicandola per l’aspetto esteriore, oggi il bersaglio è più che mai la pelle, da cui l’espressione “Skin shaming”, mirato specificamente a giudicare i problemi della pelle.  Osservatosi per la prima volta qualche anno fa negli Stati Uniti, oggi è inquadrato anche dai dati della ricerca “Dove Body Love 2023”. Nello specifico, dalla recente indagine “Dove Body Love 2023”, prendendo in esame circa 1.200 utenti web, uomini e donne con un’età compresa tra i 20 e i 50 anni, è emerso infatti che oltre 6 su 10 (62%) sono stati presi di mira sui social o nella vita di tutti i giorni a causa di problemi o imperfezioni legati alla pelle. Sul web, principalmente sui i social network, attraverso l’azione dei cosiddetti hater, viene presa di mira la pelle, soprattutto delle donne e dei giovani, attraverso commenti, post, story e messaggi privati. Gli inestetismi della pelle sono infatti molto comuni e riguardano milioni di persone, potenzialmente sempre più esposte alle critiche online: dall’acne al rossore, dalle cicatrici fino alle macchie. Più positivo invece il dato relativo al rapporto degli utenti web italiani con la propria immagine: quasi 6 su 10 si ritengono infatti complessivamente soddisfatti del proprio aspetto esteriore (58%), con un giudizio che propende più per “abbastanza” (35%) rispetto a “molto” (23%), mentre gli insoddisfatti sono la minoranza (42%) con feedback riconducibili a “poco” (27%) e “per nulla” (15%). 

Nell’ottica di considerare in maniera concreta l’argomento dello Skin Shaming, la cura di sé stessi come antidoto di benessere a critiche e offese sui social risulta essere la chiave di volta per innescare un processo virtuoso. Secondo la Dott.ssa Stefania Andreoli, psicoterapeuta e presidente dell’Associazione Alice ETS: “Chi cura il proprio aspetto lo fa principalmente per sé e per sentirsi bene. Infatti, concedersi le cure rivolte al corpo e alla pelle è un gesto che di per sé è accudente, prima ancora del suo risultato. Avere cura di sé produce sentimenti di benessere che indagati più a fondo rimandano ad un vero e proprio segreto di bellezza suggerito dai partecipanti all’indagine: per il 59% dei rispondenti, stare in ascolto di sé, isolandosi dal rumore di fondo dei diktat esterni e rispondendo alle proprie esigenze dopo essersi sintonizzati e sintonizzate sui bisogni profondi suggeriti dalla propria unicità, diventa il modo d’elezione per avere cura di sé stessi… e come dare loro torto! Questi dati ci permettono inoltre di dare anche una lettura in chiave positiva del rapporto con la nostra immagine. Infatti, diversamente dai risultati raccolti da altre ricerche condotte post-pandemia e dall’avvento dei social network, la notizia è finalmente l’occasione di un racconto in controtendenza: stiamo iniziando a relazionarci con la nostra immagine esteriore in modo più positivo di quanto emergeva fino ad oggi. Il 58% dei partecipanti dichiara infatti che il rapporto con la propria immagine è «molto» o «abbastanza» positivo“.  

Allo stesso modo, accanto agli esperti, sono scesi in campo personaggi noti del mondo dello spettacolo e dei social che, durante la “Giornata dell’Autostima“, hanno sottolineato il valore e l’importanza dell’autostima nella vita di ogni giorno: riscrivere il concetto di bellezza è il focus su cui Dove da anni sta lavorando, finalizzato a ridefinire gli standard dell’aspetto esteriore senza farsi condizionare negativamente dai messaggi fuorvianti del web e da una falsa perfezione che viene richiesta di continuo.