Sanità e Territorio

Ottobre Rosa: pazienti-atlete pagaiano a Roma al “CardioBreast Dragon Boat Festival”

Ultimo Aggiornamento il 14 Ottobre 2022 da Redazione

Per celebrare l'Ottobre Rosa e le possibilità di rinascita dopo la malattia, tre squadre composte da 40 donne operate di cancro al seno si sfideranno amichevolmente nell'ultima tappa del CardioBreast Dragon Boat Festival, che si svolgerà il 15 ottobre al Laghetto del Parco dell'EUR di Roma. Dalle 10 alle 14, spettatori e tifosi avranno inoltre la possibilità di effettuare screening cardiologici gratuiti, grazie al camper e gli specialisti messi a disposizione dell'Istituto Nazionale Ricerche Cardiovascolari che ha promosso l'iniziativa

Dopo il successo della prima tappa in Darsena a Milano, si concluderà al Laghetto del Parco dell’EUR di Roma, sabato 15 ottobre, il CardioBreast Dragon Boat Festival, l’iniziativa promossa dall’ INRC con la collaborazione della Federazione Italiana Dragon Boat, il patrocinio e la partecipazione della LILT (Lega Italiana per la lotta contro i tumori) e ANDOS (Associazione Nazionale Donne Operate al Seno), con il contributo incondizionato di Daiichi Sankyo Italia.

 Grazie alle sue peculiari caratteristiche, questo sport da anni supporta la ripresa e il benessere psicofisico delle donne che convivono con le conseguenze di un carcinoma mammario, oltre ad essere un’attività fisica ottimale anche per la prevenzione in ambito cardiovascolare. “La federazione italiana Dragon Boat ha il piacere di lavorare con queste atlete dal 2003, e da allora le associazioni di pazienti che si dedicano a questo specifico sport si sono moltiplicate, proprio per la valenza particolare che questa disciplina ha in fase post-operatoria, sia nel recupero fisico, grazie al ruolo che il movimento di remata ha nel riassorbimento del linfedema che si sviluppa di solito a seguito di un’operazione per cancro al seno, sia a livello psicologico e relazionale, in quanto sport di squadra condiviso con donne che hanno vissuto la medesima esperienza”, commenta il dott. Antonio De Lucia, psicologo-psicoterapeuta e Presidente della Federazione Italiana Dragonboat. “Questo sport, che nel mondo conta centinaia di migliaia di praticanti soprattutto nel mondo anglosassone, nel caso delle pazienti oncologiche operate di tumore al seno, diventa un vero e proprio strumento terapeutico che si aggiunge agli altri, al fine di migliorare la qualità della vita che la malattia ha purtroppo stravolto.”

 Sabato 15 ottobre, dalle 10 alle 14, Quaranta atlete operate per cancro al seno e suddivise in tre squadre, remeranno nel Laghetto del Parco dell’EUR, sfidandosi in una gara amichevole di Dragon Boat, al ritmo del caratteristico tamburo. Dopo la gara, le pazienti/atlete si riuniranno per condividere le loro esperienze di vita e sportive, al fine di sensibilizzare il pubblico sui benefici di questa particolare disciplina sportiva che si svolge su lunghe imbarcazioni con poppa e prua che ricordano un dragone. Nel frattempo un camper INRC, promotore dell’iniziativa, sarà a disposizione degli spettatori e dei sostenitori delle atlete, per screening cardiologici gratuiti, con controlli della funzionalità cardiaca, elettrocardiogramma, controllo pressorio ed ecoscopia cardiaca. Per maggiori informazioni visita www.dragonboatfestival.it

Le protagoniste dell’evento saranno le Breast Cancer Paddlers della LILT, insieme alle pagaiatrici di Abbraccio Rosa e ANDOS onlus : “Siamo felici di partecipare a questo Festival perché nonostante il Dragon Boat sia uno sport ufficiale praticato sin dagli anni ’70 in tutto il mondo e i benefici per le donne operate al seno siano ormai appurati da diversi studi scientifici, in Italia è ancora troppo poco conosciuto“, spiega Anna Maria De Cave, Coordinatrice Nazionale Dragon Boat LILT- Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, “eppure rappresenta un efficace fattore di reintegrazione sociale che, attraverso un’attività ludica svolta in un ambiente naturale, consente la condivisione dell’uscita dalla malattia. Dunque diventa cruciale utilizzare questo sport per divulgare un messaggio di speranza per tutte le donne che hanno affrontato momenti difficili, di avvilimento, di paure, e che invece nella pratica di questa disciplina, possono trovare la forza e il coraggio per reagire ed uscire dalla condizione di isolamento per reinserirsi nel tessuto vivo della famiglia, degli affetti, riacquistando fiducia di sé, con una spinta in più alla rinascita”.