Medico-Paziente

La “Vertigine”: un ulteriore sensore-spia del nostro benessere
di GIAN PIERO SBARAGLIA

21 Febbraio 2023

C’è chi li chiama “campanelli d’allarme”, c’è chi li chiama “primi sintomi di malattia”; a noi piace chiamarli “sensori – spia”, cioè quei segnali che ci arrivano dal nostro corpo, per farci capire che c’è qualcosa che non va e che va subito consultato il proprio medico per una attenta verifica. Con riferimento alla odierna modernità, questi “campanelli d’allarme”, li possiamo senza dubbio paragonare o assimilare, ai “SENSORI” delle nostre moderne automobili o di altre tecnologie, che con bruschi bip – bip, fischi, suonerie, lampadine lampeggianti, insomma allarmi di ogni genere, ti fanno capire che c’è qualcosa che non va, e quindi di stare attento e verificare subito. In altra circostanza, sempre da questa sede, parlammo delle EPISTASSI e della loro grande importanza, quale sintomo spia di numerosissime patologie.

Questa volta, invece, vogliamo porre l’accento su un altro sintomo, comunissimo e, se si vuole, “figlio” di numerosissime situazioni patologiche: LA VERTIGINE.

Questo sintomo può essere definito in vari modi: “la perdita della spazialità, la sensazione della testa che gira (capogiro), il barcollamento del nostro corpo”, comunque un turbamento della sensibilità spaziale, con sensazione di spostamento dell’ambiente circostante o del nostro corpo, rispetto all’ambiente. I soggetti colpiti da questo sintomo fastidioso avvertono che il proprio corpo (in particolare la testa) ruoti su sé stesso, o avvertono la sensazione che siano gli oggetti o la stanza, comunque l’ambiente esterno che li circonda, a girare attorno a loro.  

Non di rado a questo fenomeno si accompagnano altri fastidiosi sintomi, quali                                                       la sensazione di vomito (nausea), o proprio il vomito, sudorazione, tachicardia, tendenza a cadere e ad avere una parvenza di obnubilamento del sensorio.

L’Organo del Corpo Umano responsabile di questa particolare sensazione è il LABIRINTO, donde il nome di “LABIRINTITE” dato a questo stato di malessere. È noto che esistono patologie che colpiscono in primis questo Organo, dalle Otite Acute alle Malattie Infettive batteriche e virali, dai Traumi Cranici alle Vasculopatie Labirintiche, ma in questa nostra trattazione ci preme mettere in evidenza quelle patologie sistemiche del nostro corpo,quali : malattie infettive batteriche, virali, da funghi, da parassiti, intossicazioni da agenti esterni, malattie cardio-vascolari, malattie dismetaboliche, neoplasie,  di cui il Labirinto per primo ne diventa il rilevatore, “la spia”.

Il labirinto, con sede nella rocca petrosa (osso temporale), è costituito da due organi assai importanti: la COCLEA o CHIOCCIOLA (o Labirinto Anteriore) e il VESTIBOLO (o Labirinto Posteriore). Costituisce la terza parte dell’ORECCHIO, la parte INTERNA, mentre L’ORECCHIO MEDIO è costituito dalla CASSA TIMPANICA, comprendente il Timpano, la Catena degli Ossicini, l’Ostio Tubarico (Tuba di Eustachio, che comunica la Cassa Timpanica con il Rinofaringe). L’ORECCHIO ESTERNO è invece rappresentato dal PADIGLIONE Auricolare e dal Meato Uditivo Esterno.

La COCLEA, o CHIOCCIOLA, presiede alla sensazione “Uditiva” (sede dell’udito); il VESTIBOLO presiede alla “Stabilità” del nostro corpo, dandoci – quando c’è qualcosa che non va – quella brutta sensazione di perdita di equilibrio, giramenti di testa, sintomi spesso accompagnati da altri disturbi quali vomito, sudorazione, tachicardia, pallore, senso di malessere generalizzato, come già accennato in precedenza.

Nel linguaggio medico comune, quando i pazienti lamentano questi sintomi, il termine usato è LABIRINTITE. In realtà quando si verificano solo i sintomi legati ai “giramenti di testa” o “alla perdita di equilibrio”, più corretto sarebbe parlare di “VESTIBOLITE”, dal momento che la COCLEA non risulterebbe essere interessata, salvo nei casi in cui coesiste pure una perdita uditiva, con l’insorgenza di fastidiosissimi Acufeni (ad es. la Malattia di Menière); e allora, quando sono interessati i due organi, la Coclea ed il Vestibolo, giusto parlare di LABIRINTITE.

Una precisazione è d’obbligo: nella parte posteriore dell’Encefalo è localizzato il Cervelletto che, da sempre associato al movimento e all’equilibrio, in realtà svolge anche funzioni in ambito cognitivo, ad esempio nel linguaggio. Le problematiche tipicamente associate a danni a questa struttura riguardano la postura, l’equilibrio e il movimento.

Integrando le informazioni provenienti dal Cervello, dal Midollo Spinale e dagli organi di senso, il Cervelletto partecipa a diverse funzioni associate al movimento del corpo. Senza questa struttura non sarebbe possibile imparare a compiere, ad esempio, i movimenti precisi necessari per praticare uno sport. Il Cervelletto svolge dunque un ruolo di primo piano nell’imparare a muoversi. Esso consente inoltre di impostare la postura in modo da rimanere in equilibrio.

Ricevendo informazioni dai Recettori Vestibolari, presenti nell’orecchio interno, e dai propriocettori che permettono di percepire la posizione del corpo nello spazio, il Cervelletto regola l’attività dei motoneuroni in modo da compensare i cambiamenti della posizione del corpo o del carico cui sono sottoposti i muscoli. Inoltre coordina i movimenti volontari, che nella maggior parte dei casi sono resi possibili dall’attivazione contemporanea di più muscoli, permettendo al corpo, alle braccia e alle gambe di muoversi in modo fluido. Tutto questo per precisare che, Cervelletto a parte, a noi preme mettere in evidenza, come sopra detto, l’importanza del Sintomo Vertigine, quale primo sintomo spia di altre patologie chiaramente da scoprire ed accertare.

Vediamo allora le patologie delle quali potrebbe essere “SPIA” la Sindrome Vertiginosa:

Tra le più frequenti potremmo porre in primo piano le Patologie Vascolari e Cardio – Vascolari, come anche le Emopatie. Tra le Patologie Vascolari e Cardio – Vascolari, spiccano l’IPERTENSIONE e le Cardiopatie.  Ecco allora che un “giramento di testa” improvviso e mai avuto fino a quel momento, può essere segno rilevatore di un incipiente stato ipertensivo o di patologia cardiaca: quante volte, ad esempio, una improvvisa aritmia cardiaca esordisce con disequilibrio o con vera e propria Vertigine. E questa evenienza deve indurre il soggetto a verificarne bene la causa, parlandone subito con il suo medico curante.

Si aggiungano poi tutte quelle situazioni vascolari legate a deficit circolatori loco – regionali, della regione encefalica e temporale, con la responsabilità delle varie Malattie Metaboliche: Ipercolesterolemia, Iperuricemia, Diabete, Malattie Epatiche, causanti spesso meiopragia vasale o angiopsatirosi. Ci preme mettere il dito “accusatore” come già detto, sul sintomo “Vertigine” per poi verificarne la responsabilità in altri ambiti anatomici oltre all’orecchio. Ed ecco che, oltre a cause circolatorie e vasali, questo sintomo può trovarsi quale “segno” di patologie legate, ad esempio, all’Artrosi. Tra queste, frequente è l’accostamento della Vertigine nelle situazioni Artrosiche del Rachide Cervicale (Sindrome di Neri – Barré – Lieou), e dell’Articolazione TemporoMandibolare (Sindrome di Costen), quest’ultima già trattata con un nostro contributo nel luglio 2021.

La Sindrome Vertiginosa, causata dall’Artrosi del Rachide Cervicale, è data dalla responsabilità della patologia artrosica soprattutto nella vascolarizzazione del Labirinto. Questo deve indurre il Curante a verificare sempre la provenienza del Sintomo “Vertigine”, che oggi, con appropriati mezzi di indagini (TAC – RM con mezzo di contrasto) può essere ben identificata la provenienza. A questo proposito resta importante ed essenziale il colloquio con il paziente nel farci raccontare quello che obiettivamente lui sente ed avverte.

In effetti non tutti i soggetti colpiti da questa sintomatologia, come i “giramenti di testa”, hanno lo stesso “grado” di disturbo. Ci sono quelli che raccontano di aver avuto un fortissimo giramento di testa, accompagnato da nausea e vomito, o che avevano veduto gli oggetti ruotare attorno a loro stessi, o che invece la sensazione era quella che essi girassero attorno agli oggetti. Altri, invece, raccontano di avere una strana sensazione di “barcollare” nella deambulazione, o di non sentirsi in equilibrio, quando si alzano dal letto o dalla sedia o comunque quando passano da una posizione corporea all’altra, il tutto accompagnato da una lieve sensazione di nausea o da una sopraggiunta “pesantezza di testa”, o non rara, vera e propria cefalea, e talora con la sensazione di “essere confusi”.

E questo tipo di sintomatologia vertiginosa viene frequentemente inquadrata come “Vertigine” posizionale, dovuta cioè, a particolari posizioni assunte dal nostro corpo o per motivi di lavoro o, occasionalmente ed accidentalmente, da posizioni abnormi sempre del nostro corpo, assunte qualunque ne sia la motivazione. A questo si aggiunga che il rilievo di queste caratteristiche spinge lo Specialista ad ipotizzare anche una probabile causa da “stress”, da “ansia” del soggetto, magari di umore volto alla depressione, di un pessimismo ipocondriaco, troppo vario e troppo vago, per suggerire l’idea che alla patologia sofferta vi sia un preciso riscontro obiettivo. Ma anche in queste circostanze il medico curante deve saper collocare la sintomatologia, verificarne, laddove possibile la provenienza, onde aiutare il sofferente.   

Ed è questo che oggi ci preme mettere in evidenza: che VERTIGINE quando compare, va sempre valutata nel ricercare, con particolari approfondimenti, da un lato la presenza di una qualche patologia, specie quelle paucisintomatiche, da ricercare; dall’altro, mettere mano a tutti quegli strumenti necessari alla ricerca delle possibili cause, così da consigliare una efficace terapia. 

Dott. Gian Piero Sbaraglia
MEDICO CHIRURGO
Spec. In Otorinolaringoiatria
già Primario Otorinolaringoiatra,
C.T.U. del Tribunale Civ. e Pen. di Roma
Direttore Sanitario e Scientifico Centro di Formazione
BLSD-PBLSD – Accreditato ARES 118-Lazio e IRC-Misericordia di Roma Centro – ROMA.