Pareri a confronto

La Medicina Omeopatica Hahnemanniana
di ROSANNA ZANINI

Non parlo di “omeopatia”, cioè della banalizzazione di questa straordinaria medicina intuita e teorizzata da Hahnemann. L’omeopatia banalizzata è un ibrido tra medicina ponderale e in genere basse diluizioni in decimali ed è molto più semplice impararla perché non necessita di un cambio di mentalità del medico prescrittore, che pensa che non vi siano cambiamenti tra diagnosi e terapia con farmaci chimici e farmaci debolmente diluiti. Nella mia esperienza posso dire che le psoriasi tutte – anche le più gravi – le ho sempre guarite: era solo questione di tempo. Sì, di tempo!

Molti dicono che la cura con la Medicina Omeopatica Hahemanniana (MOH) è lunga; io dico che per quanto lunga, non è mai lunga quanto una malattia che non guarisce mai perché detta “cronica recidivante”. Qual è la mentalità corrente? Se una malattia è cronica, la cura dev’essere ancora più forte. Infatti cosa si usa per una patologia come la psoriasi, che non porta a morte, ma è solo brutta esteticamente e fastidiosa per la desquamazione e il prurito? Farmaci tossici o anche molto tossici che portano danni all’intero organismo come methotrexate e ciclosporina, per citarne solo alcuni. Qual è il concetto omeopatico invece?

Quello che dirò, non l’ho pensato io, ma Hahnemann (nato nel 1750) e lo condivido in pieno: Hahnemann ha pensato, studiando i malati, che ci siano delle “tossine” che lui chiamava “miasmi” ereditate (nel genoma) dai nostri avi, che ci portano ad ammalarci. Così studiando i malati, poté dividere queste tossine in tre tipi:

  • Quelle che distruggevano formando ulcere e necrosi, ma anche perdite come nell’artrosi la cartilagine, o come l’aborto, per cui distruzione in senso lato che comprende anche la psiche come pensieri distruttivi;
  • Quelle che invece fanno moltiplicare le cellule, ovvero iperprodurre anche in senso lato e psichicamente come le ossessioni
  • Quelle invece che fanno degenerare, invecchiare e morire, che a me ricorda il peccato originale e la nostra limitatezza umana

Credo che in Hahnemann si possa riconoscere una genialità pari ad Einstein, se non ancora di più, perché ha concepito la genetica quando si era ancora molto lungi a scoprirla ed ha creato una teoria che all’atto pratico è verificabile. Ha pensato anche che nell’uomo vi fosse una forza guaritrice che lo portasse a sanare il corpo intossicato da questi miasmi ereditari, che lui intuì come Vis Medicatrix Naturae.

Una capacità del corpo di auto-sanarsi ed espellere queste tossine. Vide questa possibilità realizzarsi nelle malattie esantematiche dei bambini! Infatti non era un caso che queste malattie venissero proprio nella prima infanzia, perché questa “energia vitale” è sempre maggiore più si è bambini.

Per cui ogni malattia esantematica esprimeva una tossina ereditaria. E nello stesso tempo dimostrava la tossina che aveva più impregnato il genoma, per cui la malattia veniva a drenare (cioè a far fuoriuscire per liberarsi di questa tossina).

Ma il genio intuitivo di Hahnemann non fu solo questo ma dal lato terapeutico: rivoluzionò il concetto di malato e malattia! Hahnemann pensava in energetica! Ad esempio pensò che se un veleno era capace di uccidere un uomo, cioè di mutare la sua energia vitale da +100 a -100 cioè a zero, voleva dire che dentro di sé aveva una grandissima capacità energetica, e se fosse riuscito a togliere la parte ponderale mortale e lasciare solo la parte energetica immateriale, avrebbe potuto resuscitare i morti!

Hahnemann pensò che la parte ponderale cioè tossica o mortale dell’Arsenico poteva essere annullata diluendola, ma quando provò, non ottenne nessun effetto: solo un genio poteva pensare quello che pensò lui, che provò a dinamizzare (cioè a dare energia a ogni singola diluizione successiva) e funzionò!

Aveva trovato la formula di Einstein cento anni prima!
E=mc2
Semplicemente pazzesco!!!

E ancora non l’hanno capito. Da tanto tempo sento girare sciocchezze sulle diluizioni Hahnemanniane “in base 100” cioè le “CH” (la memoria dell’acqua). Acqua? Ma quale acqua!
Le CH sono fatte da Hahnemann diluendo in alcool.
Perché volere spiegare una cosa, quando ancora non è stata spiegata neanche quella di Einstein?
Molti mi diranno “Non è vero, la bomba atomica è la prova e spiega la formula di Einstein”.
Ma a mio avviso c’è un equivoco: non considerare il dualismo, ovvero la complementarietà tra i due opposti. Mi spiego meglio: tutte le medicine tradizionali oltre la MOH, Cinese, Ayurvedica, Nativa, Ippocratica, ecc., esclusa quella occidentale USA, considerano la malattia sempre nei due opposti; uno “energetico psichico spirituale” ed uno “organico”. Chiamiamo “Yang” quello immateriale e “Yin” quello materiale. Ecco anche la formula di Einstein può essere vista dalle due parti: una materiale (la bomba) ed una immateriale (l’energia vitale). Non credo che la Natura abbia fatto due leggi diverse.

L’energia è la stessa, solo che la puoi pensare in due modi: una che dà la vita e l’altra che dà la morte! 

E potremo ancora continuare questa meravigliosa avventura nella Medicina Omeopatica Hahnemanniana per dare una meravigliosa incredibile possibilità di guarigione a tanti malati che si pensano disperatamente inguaribili. Ci tengo sempre a sottolineare che ho studiato tanto e tante medicine, per cui credo che potrò rispondere anche a tante domande e a tanti perché da parte dei colleghi che vorranno saperne di più.