Pareri a confronto

Ancora morti sul lavoro: repetita iuvant, sed… stufant!
di GIAN PIERO SBARAGLIA

Ultimo Aggiornamento il 16 Ottobre 2023 da Redazione

Abbiamo letto con attenzione e cura il reportage dell’INAIL del 2022 circa le denunce degli infortuni sul lavoro, sia con esiti mortali che invalidanti, pubblicati a cura dell’OMCeO di Roma su “NEWSLETTER del 4 ottobre 2023”, e non neghiamo la nostra meraviglia nell’aver costatato come l’Osservatorio INAIL abbia messo in rilievo un andamento davvero sconcertante dell’aumento degli infortuni sul lavoro nell’anno 2022. Nello stesso articolo si riporta un intervento alla Camera dei Deputati del Commissario Straordinario INAIL, Fabrizio D’Ascenzo, che, oltre a riferire i dati sorprendenti degli infortuni sul lavoro in forte aumento nel 2022, ha sottolineato “La necessità di pianificare efficaci e mirate strategie per abbattere il numero degli infortuni e delle malattie professionali, consolidando la sinergia tra istituzioni, parti sociali con l’obiettivo di diffondere ulteriormente la cultura della prevenzione” .

Una riflessione sorge spontanea: si sono fatte ricerche o studi circa le modalità di tutti questi infortuni, per capire quanti sono “DA LAVORO” e quanti invece sono “SUL LAVORO” o meglio “MENTRE SI ERA A LAVORO”, mettendo in evidenza le varie responsabilità personali dei dipendenti, quali superficialità, distrazione, inadempienza elementare delle norme sulla sicurezza; o da altre cause, quali malattie pregresse o acquisite del lavoratore che talvolta sul lavoro possono mettersi in evidenza, ma che con l’infortunio sul lavoro non centrano nulla? Non ci risulta, ma questo sarebbe un primo inizio: fare statistica di come si sono realizzati tutti questi infortuni, anche seguendo le varie inchieste giudiziarie, che non poche volte portano a conclusioni fuorvianti. È innegabile che la statistica in tal senso darebbe un grosso contributo per la prevenzione, tanto gridata, ma poco attuata.

Noi non ci siamo risparmiati, specie da questa nostra sede La Voce dei Medici, dal fare qualche riflessione ad alta voce, proponendo in tutta umiltà qualche suggerimento già qualche anno fa, evidenziando la colpevole assenza di formazione-informazione di molti dipendenti e datori di lavoro circa il grande capitolo della PREVENZIONE IN AMBITO LAVORATIVO. E questo, in nome di una nostra modestamente vasta esperienza nell’erogare corsi di Primo Soccorso Aziendale, – a motivo della direzione del Centro di Formazione Socio-Sanitario della nostra Associazione, che da anni dirigiamo, e di cui alle varie leggi sempre citate, ad Aziende ed Istituzioni, di alto profilo professionale.

Non solo, ma siamo stati sempre ad urlare anche la superficialità da parte delle Istituzioni a mettere in atto sul campo iniziative concrete, ripetiamo, concrete, e non “flatus vocis”, tendenti a limitare questi dannosi eventi nei posti di lavoro e non. E allora? Basta! Si faccia l’elenco di ciò che si deve fare in queste circostanze, e si diano concreti suggerimenti, o meglio obiettive ed idonee linee guida che contengano veri e oggettivi rimedi a quanto fin qui esposto sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro. Basta riempirsi la bocca con “parole, parole, parole” magari contenenti ipotetiche soluzioni che nulla hanno a che fare con la realtà o che non verranno mai realizzate. E pare paradossale il non aver sul serio compreso che la vera arma vincente da mettere in campo è e sarà sempre LA CULTURA DELLA PREVENZIONE, messa in atto con l’INFORMAZIONE-FORMAZIONE di tutti i dipendenti lavoratori, di ogni ordine e grado, e di tutti i datori di lavoro.

Tutti dovrebbero essere acculturati sui rischi e pericoli nell’ambito lavorativo e conoscere come prevenirli e in molti casi come porvi rimedio onde evitare spiacevoli sorprese. Un dipendente, in qualunque ambiente di lavoro sia ad effettuare le proprie peculiari prestazioni DEVE essere messo al corrente di quello che deve e non deve fare, soprattutto quando è chiamato a gestire ausilii tecnici che potrebbero arrecare problemi a sé stesso e agli altri, se non si ha piena contezza del loro giusto uso o se non si usa buon senso nel manovrarli, o, cosa ancora più grave, se non si rispettano le misure di prevenzione e sicurezza, come da legge. Gli esempi sono di questi giorni: lavoratori di campagna schiacciati dal loro trattore o dalla loro motozappa; lavoratori edili succubi di infortuni che si sarebbero potuti evitare, se fossero state adottate misure di prevenzione-sicurezza: uso del casco, imbragatura quando si cammina sui ponteggi, più attenzioni nel manovrare mezzi di movimentazione nei cantieri, e tanto altro.

Per non parlare poi dello smoderato uso dei nuovi presidi tecnici quali PC, Smartphone, che molto spesso obbligano all’uso di auricolari per più ore al giorno, e assai dannosi per l’organo dell’udito. Questi ultimi facilitano l’insorgenza di quelle che oggi vengono annoverate tra le nuove TECNOPATIE, e di cui ci siamo già occupati da queste sedi qualche anno fa. Ma ciò che fa più rabbia è che le Istituzioni, le parti sociali ed altri, sanno benissimo che ci sono da anni delle specifiche leggi che contemplano l’obbligatorietà di quanto stiamo affermando, e cioè della Prevenzione e la Sicurezza nell’ambito lavorativo.

Leggi che stabiliscono bene il da farsi, ma che pare nessuno, se non pochi ed eletti, mettono in atto.

Una cosa di sicuro è vera: se non si vivono certe esperienze sul campo, non si possono capire appieno quali possano essere i rimedi a tante tragedie: oggi troppi burocrati siedono a posti di responsabilità, dettando linee guida e dando consigli, quando non hanno mai vissuto sulla loro pelle le esperienze pesanti e rischiose di certi lavori. Non è da bacchettoni ripetere il pensiero di un nostro contadino: VALE PIU’ LA PRATICA CHE LA GRAMMATICA. E nei nostri casi sembra essere di fondamentale importanza. Come di fondamentale importanza appare essere quanto più volte dicemmo sulla necessità di ripristinare la figura del Medico negli ambienti di Lavoro e nelle Scuole, quale garante della sicurezza e della salute in quei luoghi. Ma nessuno lo ha mai proposto finora!

Dott. Gian Piero Sbaraglia
MEDICO CHIRURGO
Spec. In Otorinolaringoiatria
già Primario Otorinolaringoiatra,
C.T.U. del Tribunale Civ. e Pen. di Roma
Direttore Sanitario e Scientifico Centro di Formazione
BLSD-PBLSD – Accreditato ARES 118-Lazio e IRC-
Misericordia di Roma Centro – ROMA.