Cultura è Salute

Respirazione e long Covid: canta che ti passa!

La musica e il canto possono stimolare la creatività, dare conforto, emozionare, ma anche migliorare la qualità della vita e la mancanza di respiro delle persone affette da Long Covid, come si legge su The Lancet Respiratory Medicine; come si evince dallo studio, coloro che hanno partecipato al programma “Breathe” della English National Opera e dall’Imperial College Healthcare NHS Trust hanno ottenuto una riduzione della mancanza di fiato (attraverso l’apprendimento di tecniche per far funzionare meglio i muscoli respiratori) e un miglioramento del benessere mentale.

In particolare i ricercatori hanno condotto uno studio su 150 pazienti che avevano sofferto di dispnea, con o senza ansia associata, per una media di 320 giorni dall’inizio dei sintomi di Covid: 76 partecipanti sono stati assegnati in modo casuale alle cure abituali, 74 al programma Breathe dell’English National Opera (ENO). Si tratta di un percorso online di sei settimane condotto da cantanti professionisti che si concentra sulla rieducazione della respirazione attraverso tecniche di canto, utilizzando come punto di partenza le ninne nanne.

Lo studio ha rilevato che “i partecipanti hanno sperimentato una riduzione della mancanza di fiato durante la corsa rispetto a coloro che hanno continuato a seguire la cura solita. Inoltre, hanno avuto un miglioramento del benessere mentale, componente essenziale della qualità della vita” riporta il Corriere, che sui risultati ha interpellato George Cremona, responsabile del servizio di Pneumologia e fisiopatologia respiratoria all’Irccs Ospedale San Raffaele di Milano, il quale ha spiegato: “Il canto può rappresentare una forma di recupero perché permette di imparare tecniche per far funzionare meglio i muscoli respiratori per i quali si ottengono gli stessi risultati anche con altri tipi di esercizi. È la percezione conscia di quanto sforzo si compie per respirare: il cervello la elabora perché riceve da diverse parti del corpo – muscoli del torace, gambe, braccia, polmoni, recettori che misurano ossigeno e anidride carbonica nel sangue – molte informazioni attraverso le quali capisce lo stato di ossigenazione e la quantità di lavoro che si sta facendo per respirare. Gli asmatici, per esempio, hanno le vie aree infiammate e chiuse e respirano in modo inefficiente perché non esercitano una espirazione completa. Per migliorare la loro sensazione di difficoltà può essere utile imparare a respirare lentamente e profondamente”.