Medico-Paziente

Vaccini e long covid. Un caso clinico di Giuseppe Cinquepalmi

Donna di 71 anni, in follow up per pregressa neoplasia uterina, esegue periodicamente controlli RX TORACE.

Vaccinata nel 2021 con 3 dosi di vaccino Comirnaty (Pfizer).

Il 21/07/2022 si ammala per infezione da SARS-CoV2.

Il 25/08/2022 esegue RX TORACE di routine, che non rileva alterazioni patologiche.

Nel tempo la paziente lamenta tosse produttiva con escreato mucoso non suscettibile a terapia antibiotica né a terapia antireflusso.

Un nuovo controllo RX TORACE nel luglio 2023 rileva: “Accentuazione del disegno broncovascolare di aspetto reticolo-micronodulare” con segni di sovraccarico del piccolo circolo non associata a versamento pleurico, caratteristica dell’infezione da COVID-19.

Se la diagnosi di Long Covid è resa plausibile dalla presenza di aggregati piastrinici (microtrombosi bianca), la terapia può risolvere il quadro clinico-radiologico. Pertanto la paziente, resa edotta sui possibili rischi ed effetti collaterali dei farmaci off-label, su indicazione del medico curante, assume terapia con Clopidogrel 75 mg/die (destabilizza l’aggregato piastrinico) + Aspirina 100 mg/die (previene la formazione di nuovi trombi) per 7 giorni.

Successivamente esegue nuovo RX TORACE che documenta la scomparsa delle lesioni precedentemente descritte.

Questo caso dimostra che la pregressa vaccinazione non impedisce l’evoluzione in Long Covid.

Dott. Giuseppe Cinquepalmi
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