Sanità e Territorio

“Può un gruppo di lavoro medico-scientifico studiare e arginare il disagio psico-sociale della società attuale?” di Gian Piero Sbaraglia

Ci fa da consigliere e, aggiungerei, anche da sprone in questa circostanza il Gran Maestro Dante: ‹‹Di che l’animo vostro in alto galla […], si come vermo in cui formazion falla?›› (Purgatorio, Canto X, vv. 127-129), versi rivolti a tutti coloro che fanno finta di niente pur vedendo ciò che accade intorno a loro mentre con ignavia o sottovalutazione dei fatti permettono che atteggiamenti e comportamenti di individui apparentemente normali – e ripetiamo apparentemente normali – compiano certe azioni e non vengano fermati o, ancora peggio, pur se prevedibili per pregressi segnali dati e dimostrati, si attende che il caso scoppi in tragedia per essere poi considerato, commentato e reso argomento del giorno in tutti gli ambiti della società attraverso la risonanza dei mass media.

Alludiamo a tanti di noi, addetti alla salute dei nostri pazienti, che, pur essendo messi al corrente di sciagurate ‘imprese’ di certuni, non ci poniamo un momento a pensare che sarebbe bene che si costituisse un Comitato per la Formazione – lasciatecelo dire – ‹‹di Salute Pubblica o per la Salute Pubblica›› tendente a studiare e capire questi fenomeni psico-patologici, che si stanno generando nelle menti soprattutto di molti giovanissimi, ma anche di adulti. Fenomeni costituiti da preoccupanti esternazioni violente, apparentemente senza motivazione se non quella di protagonismo e di ampia natura narcisistica, dove è assente ogni freno inibitorio o, meglio, la presenza di un minimo momento di riflessione nel pensare ‹‹ma cosa sto facendo?››.

E le diatribe sulla stampa, sui mass media, in questi giorni, tra addetti ai lavori, siano essi psichiatri, psicologi, criminologi, stanno ancora di più confondendo il cammino di chi vorrebbe  porre un argine a tanta deviazione comportamentale, con soluzioni condivise, prese soprattutto con confronti e raffronti scientifici, così da renderle universali e quindi applicabili, allontanando per di più la tentazione di protagonismo per chi vuole farsi luce con proprie e talora imbarazzanti soluzioni.

Citiamo uno per tutti le affermazioni fatte ad Adnkronos Salute il 9 dicembre 2023 dal neurologo e scrittore Rosario Sorrentino, a cui risponde dalle pagine de “La Stampa” David Lazzari, Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi, cui rimandiamo, e che mettono in chiara luce dissonanze e diversità di pensiero circa le vicende dolorose accadute, creando ancora più perplessità e confusione su scelte e soluzioni. 

Ecco allora la necessità di un approccio scientifico, multidisciplinare, che crei una voce unica ed un’unica risposta ad argomenti di oggettive deviazioni comportamentali di oggi.

Si pensi a tutti quei fenomeni di violenza, percepita come ‘razionale’, dalle baby gang al bullismo, dagli atti di fanatismo sfrenato nel voler dimostrare, violando la sacrosanta libertà degli altri, la propria forza, la propria invulnerabilità, il narcisismo.

La cronaca dei nostri giorni ne è piena. Superfluo elencare questi fenomeni, che sono su tutti i mass media e quindi facilmente consultabili.

Ed in tutti questi mezzi di stampa e non, mezzi di divulgazione di massa, è prevalente il racconto delle storie, dei fatti, il loro diario, magari conditi con parole di sdegno, ma quasi mai o proprio mai nel denunciare, ad esempio, l’assenza di responsabilità dell’istituto Famiglia di appartenenza dei ragazzi (se minori o se ancora viventi in famiglia) o il grido di allarme delle stesse famiglie che hanno in seno a loro stesse questo tipo di figli, di sicuro da sottoporre a valutazioni medico-psicologiche con la possibilità di una correzione idonea, onde reinserirli senza problemi nel contesto sociale.

Ci si consenta di dire che è allarmante e stucchevole proprio l’assenza di una risposta o di una presa di responsabilità della Istituzione Famiglia, che magari con l’aiuto-collaborazione di Istituzioni come la Scuola, la Sanità potrebbe studiare metodi e soluzioni a questo problema che, se lasciato come pare insoluto o non tra i temi da trattare oggi, darà ampia licenza di ripetizione di questi fenomeni, perché non fermati da correttivi seri, in quanto o mai presi o se presi inadeguati. 

Ed ecco inserirsi a nostro avviso in questo contesto la figura del Medico, essenziale in ogni ambito in cui si sviluppano fenomeni psico-patologici; ambito che può essere la famiglia, la scuola, l’ambiente di lavoro, in una parola tutto l’ambiente sociale.

Insomma, questi fenomeni vanno seriamente studiati e scientificamente inquadrati, così da creare misure difensive che non siano soltanto legate ad interventi di Pubblica Sicurezza spesso inadeguati, ma sottoposti a studi scientifici del comportamento umano e trovarne le cause e i rimedi.

Così come si dovrebbero studiare quei comportamenti di tutti coloro che, pur testimoni di questi accadimenti che quasi sempre poi riprendono e filmano da curiosi e che invece, emuli di  Pilato, se ne stanno alla larga rimanendo in periferia, pur presenziando al ‘fattaccio’, restando indifferenti come se nulla fosse. Si pensi, in proposito, alla scena dell’aggressione con un pugnale avvenuta dentro la Stazione Termini di Roma ad opera di un senza fissa dimora contro una ragazza inerme e che stava per fatti suoi. Quanti hanno visto ed assistito alla scena orribile, ma quanti sono intervenuti? Nemmeno nel momento in cui la ragazza caduta per terra, veniva ancora colpita dal pazzo!

E questo è l’altro risvolto della medaglia: da una parte c’è il comportamento violento ‘attivo’ di certi soggetti, dall’altra c’è il comportamento ‘passivo’ di altri, i quali pare se ne lavino le mani, dinanzi a certe azioni violente, per una sorta di menefreghismo, di indifferenza. A tutto ciò, cosa ancora più rumorosa per non dire grave ed incomprensibile, si aggiungano certe decisioni di giudici che con nonchalance rimettono in libertà o concedono particolari sanzioni che nulla tolgono al potersi muovere a chi ha commesso un crimine, cosa che in moltissimi casi, per altro recentemente accaduti, ha dato la possibilità di reiterare il misfatto e questa volta con esito quasi sempre infausto. Costoro li abbiamo sentiti dire: ‹‹Tanto non mi fanno niente; non rischio niente››.

Quest’ultima cosa la possiamo testimoniare in virtù della mia umile esperienza di medico, responsabile di una associazione di volontariato che tra le sue attività eroga silenziosamente e senza proclami prestazioni sanitarie a numerosissimi senza fissa dimora della Capitale, poveracci che spesso si sfogano con noi raccontandoci spezzoni del loro vissuto, non certo da santi.

E ancora, si vedano i servizi di Striscia la Notizia sulle borseggiatrici e borseggiatori che inveiscono, assalendoli con violenza, i giornalisti che li hanno scovati!

Per non parlare, poi, della bravata di certi ragazzotti che hanno osato gridare parole blasfeme nel ben mezzo di una sacra processione in un paese della Ciociaria qualche mese fa o che hanno interrotto una funzione religiosa in piena Chiesa con cartelloni e discorsi. Crea amarezza ed inquietudine sapere che ora le forze di pubblica sicurezza li stanno cercando, ma quanti testimoni c’erano in quella processione di paese che li hanno sentiti e visti gridare? Eppure la Forza Pubblica li sta cercando! No comment!

Così come ora sta emergendo circa la condotta di quel ragazzo – di cui volutamente tacciamo il nome per allungare la lista della sua pubblicità – ragazzo (reo confesso) che ha ucciso la sua ex e che giorni prima si era sottoposto a visite dallo psicologo. ‹‹Cosa?!!!!!! Non ci possiamo credere!››.

Permetteteci alla circostanza di chiosare l’avvenimento col fare una riflessione che ci deriva da una frase di Papa Paolo VI che, sotto il tiro di un giornalista che, morto Togliatti, gli chiedeva provocatoriamente se il politico si fosse pentito di essere stato ateo in vita sarebbe entrato in Paradiso. La risposta del pontefice non poteva essere che questa: ‹‹Solo Dio legge nella mente degli uomini; io non sono Dio!››.

Ed è questa riflessione che ci fa comprendere quanti fallimenti o distorsioni o imprecisioni possono coesistere e venir fuori dallo studio tutto umano della Psiche dell’uomo!    

E allora, passando alla conclusione, è fantascienza pensare alla costituzione di un Comitato Scientifico Sanitario per la Sicurezza Pubblica, come detto in apertura, che studi e sottoponga sotto la lente di ingrandimento tutti questi fenomeni di comportamenti anomali, pieni di violenza, che oramai stanno dilagando nel nostro quotidiano ad opera di frange sempre più numerose di giovanissimi, ma anche di adulti, ricercandone ,laddove possibile, le cause e quindi i rimedi? Che questo studio si estenda anche all’altro fenomeno, quello dell’assenza di intervento da parte di molta gente, testimone nel teatro della follia violenta!

La risposta di Paolo VI al giornalista sia di umile guida alla ricerca della verità, una verità che eviti la vanagloria di chi ha la pretesa di volersi considerare depositario della Scienza, ma che invece lo renda consapevole degli umani limiti, limiti colmabili con la serietà della Ricerca.

Si prenda coscienza di questo prima che l’indifferenza la faccia da padrona cancellando così ogni regola del viver civile, precipitando nel dirupo della follia animale – ‹‹homo homini lupus!›› (Asinaria di Plauto) e conseguente perdita della ragione!

Frusta vivit, qui nemini prodest!

Dott. Gian Piero Sbaraglia
Medico Chirurgo specializzato in Otorinolaringoiatria,
già Primario Otorinolaringoiatra,
C.T.U. del Tribunale Civile e Penale di Roma,
Direttore Sanitario e Scientifico Centro di Formazione BLSD-PBLSD – Accreditato ARES 118-Lazio e IRC, Misericordia di Roma Centro – ROMA.