5 Maggio 2026 ![]()
In Lombardia, dove si stima vivano fino a 200 mila persone con demenza, cresce l’attenzione verso approcci innovativi capaci di migliorare la qualità della vita e contrastare l’isolamento. In questo contesto nasce “CREATIVE AGE – Musei e arte per l’Alzheimer”, progetto presentato a Milano e promosso da Airalzh con il contributo della Fondazione Banca del Monte di Lombardia.
L’iniziativa si inserisce in una visione di welfare culturale, che supera i confini della cura tradizionale e trasforma i musei in luoghi accessibili, accoglienti e non giudicanti. Nelle province di Bergamo, Brescia e Pavia vengono proposti percorsi guidati pensati per persone con demenza e caregiver, basati sull’osservazione delle opere e sull’esperienza sensoriale. L’obiettivo non è la conoscenza artistica, ma la riattivazione di emozioni, memoria e relazione, favorendo momenti di condivisione e riducendo stati di ansia e isolamento.
Elemento distintivo di “Creative Age” è il dialogo concreto tra ambito culturale e sociosanitario. Il progetto prevede infatti équipe multidisciplinari che coinvolgono operatori museali, geriatri, psicologi e terapisti, prendendo ispirazione da esperienze già consolidate come i Musei Toscani per l’Alzheimer. Tra le realtà coinvolte figurano istituzioni di rilievo come la Fondazione Accademia Carrara, il Museo Kosmos e la Pinacoteca Tosio Martinengo.
Nei due anni di sviluppo è prevista anche una valutazione scientifica dell’impatto delle attività, con l’obiettivo di produrre dati utili a rafforzare il riconoscimento di queste pratiche nel panorama sanitario.
Il valore più significativo del progetto emerge però nella vita quotidiana: all’interno dei musei, le persone con demenza possono ritrovare spazi di espressione e relazione, mentre i caregiver assistono a momenti di comunicazione e condivisione spesso difficili nella routine. “Creative Age” dimostra così che la cultura può diventare un vero e proprio strumento di cura, capace di restituire dignità, connessione e benessere anche nelle condizioni di maggiore fragilità.
