Effetto Michelangelo: quale eredità?

Salutearte: “quando cura e arte si intrecciano”

di Pino Fiumano’ e Simona Dal Corso

Effetto Michelangelo…quale eredità?

Domanda impegnativa certamente…
Sicuramente la strategia vincente di unire l’arte e la cultura alla salute, non solo con le parole dei cosiddetti esperti, ma con i laboratori, ovvero con la concreta possibilità di fare oltre che ascoltare per divenire Spett-Attori.

I laboratori sono stati preziosi e speriamo universalmente apprezzati, almeno ci auguriamo…

Tanto ci stancano e si dimenticano presto le parole quanto restano, ci catturano, ci nutrono e rimangono con noi le esperienze, cioè il fare.

Questo format è a nostro avviso vincente.

È stata un’esperienza unica, travolgente a 360 gradi, ricca di contenuti e possibilità di provare sulla propria pelle gli effetti dell’arte che cura.
Abbiamo portato a casa unicità e sincronie di pensiero travolgenti che chiedono di trasformarsi negli ospedali e in tutti i luoghi della cura in azioni, in progettualità concrete.

Questa la carta vincente di una sanità all’avanguardia, ché si prende cura della persona.

L’intreccio dell’arte con la cura nel dire e nel fare dell’evento ci ha lasciato in eredità la consapevolezza di una profonda unione di pensieri e di intenti diversi sì, ma potenzialmente capaci di portarci a co-creare e a riprogettare che cos’è la cura come elemento fondante per una nuova sanità, che mette a fianco a fianco le persone in un processo dove la dis-armonia chiamata da noi “malattia”, nient’altro che disarmonia in un corpo armonico, è l’occasione propizia per riappropriarci del ben-essere che è anche il tempo, il tempo per se stessi, per gli altri, della natura e della spiritualità.

Ripartendo dalla sacralità della vita fin dal momento della gravidanza, esperienza di creazione della vita stessa, dove arte, armonia e bellezza proteggono e nutrono un’umanità più sana fin dal grembo materno.
Questa una società sana, non quella del profitto, del denaro, della logica.

Ci piace pensare che un giorno tutto questo si avvererà.

Facendo una riflessione più di fondo, che dovrebbe riguardare tutti noi che lavoriamo a vario titolo con le molte forme dell’arte e della cultura, vale a dire l’aspetto etico, pensiamo che senza questa tensione culturale e politica si rischia di fare uno sterile esercizio di retorica: l’arte e la bellezza fini a se stesse, esperienze di elitè, riservate a pochi dei molti.

Dovremmo lavorare insieme per poter portare tutto ciò al mondo dei decisori, far capire loro, educarli, sostenere quei pochi sensibili a fare massa critica; cambiare strada è possibile se si vuole un mondo dove la giustizia regni generando così amore ed equità e quindi l’arte, la cultura e la bellezza che genera a sua volta salute e ben-essere.

Ricordo la bellissima poesia di Mariangela Gualtieri

SII DOLCE CON ME

Sii dolce con me. Sii gentile.
E’ breve il tempo che resta. Poi
saremo scie luminosissime.
E quanta nostalgia avremmo dell’umano. Come ora ne
abbiamo dell’infinità.

Ma non avremo le mani. Non potremo
fare carezze con le mani.
E nemmeno guance da sfiorare
leggere.
Una nostalgia d’imperfetto
ci gonfierà i fotoni lucenti.
Sii dolce con me.

Maneggiami con cura.
Abbi la cautela dei cristalli
con me e anche con te.
quello che siamo
è prezioso più dell’opera blindata nei sotterranei
e affettivo e fragile. La vita ha bisogno
di un corpo per essere e tu sii dolce
con ogni corpo.

Tocca leggermente
leggermente poggia il tuo piede
e abbi cura
di ogni meccanismo di volo
di ogni guizzo e volteggio
e maturazione e radice
e scorrere d’acqua e scatto
e becchettio e schiudersi o
svanire di foglie
fino al fenomeno della fioritura
fino al pezzo di carne sulla tavola
che è corpo mangiabile
per il mio ardore d’essere qui.

Ringraziamo. Ogni tanto.
Sia placido questo nostro esserci-
questo essere corpi scelti
per l’incastro dei compagni
d’amore.

L’uomo vive di cibo, acqua viva e di bellezza e nutre così il corpo, la propria anima e il suo spirito in armonia con quell’intelligenza cosmica che chiamiamo Dio al quale abbiamo dato nomi e attributi diversi.

L’arte e la cultura in tempi così difficili, noi pensiamo, con grande forza, sono chiamate a prendere posizione, difendere gli oppressi, denunciare gli oppressori, sostenere i giusti che lottano e muoiono per la giustizia e la verità. L’arte e la cultura devono tenere accesa la fiaccola della fratellanza cosmica, la pace su tutte le frontiere.

L’arte e la cultura se non si sporcano le mani, torniamo a dire, sono sterili.

Perchè fare arte? Per quale mondo stiamo lavorando? Quali relazioni vogliamo costruire? Per quale futuro?

Proviamo a lanciare qui una proposta per il tema del prossimo anno: l’arte e la cultura, fra etica ed estetica.
Perchè dovrebbe essere un appuntamento ormai annuale “Effetto Michelangelo”!
O no?