Effetto Michelangelo: quale eredità?

Note a margine

Riflessioni e pensieri di un evento straordinario

“Effetto Michelangelo ha rappresentato uno spazio di dialogo e di confronto, in cui la cultura diventa terreno per lo sviluppo del benessere e della crescita personale e professionale. Siamo felici delle sinergie generate, soprattutto in virtù della multidisciplinarità che ha caratterizzato il convegno, e della qualità della partecipazione, merito anche del lavoro del comitato scientifico. Per noi ha sicuramente rappresentato un’occasione per metterci in gioco, confrontandoci -letteralmente- con gli affreschi delle Corsie sistine, grazie anche alla collaborazione delle e dei partecipanti che hanno scelto di osservarli con noi, attraverso il metodo Visual Thinking Strategies, ma è stato soprattutto un’occasione preziosa per condividere il nostro lavoro, in un terreno fertile per la nascita di nuovi progetti.”

VTS Italia

“Posso dire che mi ha reso ottimista l’aver preso atto che sia in corso un’integrazione dell’arte nella salute in modo concreto e questo mi motiva a continuare i piccoli progetti in questo ambito. Con il convegno ho avuto modo di incontrare dei colleghi che si sono interessati e ci sono venuti a trovare per una collaborazione con il nostro laboratorio di Think Poetic”.

Andrea Solfanelli – Think Poetic

“Ho avuto il piacere e l’onore, grazie a Ester Dominici e “Cultura è salute”, di partecipare al grande evento “Effetto Michelangelo”, un convegno ottimamente organizzato, a Roma, in un luogo di immensa bellezza. Impossibile rimanere insensibili di fronte alla maestosa sala voluta da Papa Sisto IV ed al Ciborio del Palladio.

Entrare nelle storiche corsie del complesso ospedaliero di Santo Spirito in Sassia è già una grande emozione che fa bene al cuore. Pensare che questo spazio, fino al 1980, è stato una corsia d’ospedale porta a profonde riflessioni sull’importanza del luogo che accoglie persone colpite da patologie di diversa gravità

L’emozione è stata veramente forte anche per la presenza di un notevole numero di persone che, ho capito, essere altamente competenti, grazie ai loro interventi professionali e frequenti. Ho trovato il prof. Tozzi, che ha intervistato me con i due medici psichiatri dr. Alessandro Coni e dr. Andrea Narracci nella sessione a cui ho partecipato, “Natura e cultura fanno rima con cura”, estremamente preparato cosa che ha facilitato le risposte ed ha stimolato un interessante dibattito al termine dei nostri tre interventi. Da parte mia c’è stato un grande impegno nel proporre i temi che legano natura e cura nel verde, i giardini terapeutici in particolare, in modo più possibile piacevole e chiaro.

Di grande interesse l’intervento del dr. Coni che ha raccontato l’esperienza relativa alle lunghe passeggiate, fatte con persone colpite da disturbi psichiatrici, in montagna, dove l’istintività della persona malata si è legata alla potenza del paesaggio. La sessione successiva alla nostra “il Museo è un luogo di cura? “ . Ha fatto capire a tutti quanto l’arte sia, assieme alla natura, uno dei maggiori alleati della medicina.

Il tema che mi sta particolarmente caro, cioè quello della rivoluzione del metro quadro verde, ha suscitato molto interesse anche una volta terminato il convegno. Spero di porter partecipare nuovamente, grazie alla straordianario progetto Cultura è natura, a un evento di così alto spessore”.

Andrea Mati