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“AUT-IN-ART” – FUORI E DENTRO LA NEURODIVERSITÀ

di Mariella Stellato

“Aut-in-Art” è un progetto nato tra le stanze degli ambulatori del reparto di Neuropsichiatria del Policlinico Tor Vergata, scaturito dalla profonda convinzione che anche l’arte possa essere un mezzo prezioso per sostenere il nostro lavoro di comprensione e sostegno delle neuro-divergenze.

I pazienti con Disturbo dello Spettro dell’Autismo sono dotati di svariate attitudini artistiche: ad esempio, molti di loro sono soliti mostrare la ricchezza del loro mondo interiore e delle loro percezioni anche attraverso illustrazioni, disegni e dipinti. Si tratta di finestre espressive insostituibili per coloro i quali, proprio nelle comuni strategie comunicative, sperimentano la loro più grande difficoltà.  

Così, per chi come la sottoscritta si divide tra la passione per l’arte e la professione medico-scientifica, la domanda è sorta spontanea: perché non mettere in sinergia i due mondi? Perché non provare a portare l’arte pittorica e figurativa a beneficio e al servizio delle necessità di comunicazione delle ragazze e dei ragazzi autistici che sono in cura presso la nostra unità?

Una volta maturata l’idea, io e la mia collega Sabrina, che ringrazio per le idee condivise ed il supporto organizzativo, ci siamo chieste come, da medici in formazione specialistica, avessimo potuto strutturarlo e concretizzarlo.

Di certo da sole non potevamo riuscire nell’impresa di dare vita ad un progetto multidisciplinare così ambizioso. Ci siamo quindi rivolte al Prof. Luigi Mazzone, il nostro direttore di scuola e primario del reparto di Neuropsichiatria Infantile di Tor Vergata. Il Prof. Mazzone ha da subito accolto con entusiasmo l’idea di istituire un laboratorio d’arte rivolto ai pazienti con diagnosi di Autismo. Con il suo supporto e la sua guida siamo riuscite a dare vita ad un progetto che non immaginavo potesse riscuotere tanto entusiasmo.

Ad oggi sono 25 i ragazzi di età compresa tra i 15 e i 23 anni che hanno preso parte al laboratorio, dedicandosi con impegno e passione alle ore di attività artistica svoltasi in una sala del nostro reparto adibita ad atelier d’arte. Ciascuno di loro ha avuto modo di realizzare un’opera pittorica che testimoniasse le proprie emozioni e la propria visione del mondo.

Il laboratorio si svolge settimanalmente, con appuntamenti regolari della durata di un paio d’ore che vedono la partecipazione degli iscritti suddivisi in gruppi.

Grazie al contributo di Progetto Aita Onlus ed Associazione Volontari per Policlinico Tor Vergata, a ciascun giovane artista viene fornita una tela bianca e tutto il materiale necessario per dipingerla, con la proposta di un tema preciso da rappresentare: le emozioni nelle scorse edizioni, un sentimento in questa nuova.

Chi conosce il Disturbo dello Spettro dell’Autismo sa che tra le compromissioni principali vi è un deficit della reciprocità socio-emotiva, che può spaziare da un approccio anomalo o dal fallimento delle normali strategie di conversazione, fino ad una ridotta condivisione di interessi, emozioni o sentimenti, o addirittura all’impossibilità di sostenere le interazioni sociali. Pertanto, il tentativo di portare le ragazze e i ragazzi del laboratorio a rappresentare la propria sfera emotiva è stato complessivamente impegnativo, ma cionondimeno si è rivelato stimolante, innanzitutto per i partecipanti stessi: sicuramente messi alla prova, i giovani artisti hanno portato risultati variegati e tutti notevolmente originali, come si può osservare dalle opere presentate. 

Per noi medici è stato davvero emozionante poter osservare, in ciascun caso, come ognuno di loro si cimentasse nel lavoro con diversi approcci alla tela, fronteggiando la frustrazione o la soddisfazione rispetto all’attività svolta. È stato altresì interessante constatare quanto il laboratorio riuscisse a stimolare, in ciascuna delle sue edizioni, i partecipanti ad interagire tra loro. Pur condividendo la stessa diagnosi, infatti, i pazienti mostrano caratteristiche cliniche e personalità molto differenti tra loro: a tal proposito, possiamo affermare di aver assistito ad una vera e propria evoluzione della capacità di interscambio comunicativo-relazionale. 

Infine, artisticamente parlando, è possibile affermare che tra i lavori dei ragazzi si scorgano talento e capacità tecniche e artistiche anche di spessore, in grado di esprimere l’unicità di ciascuno di loro.

Ci auguriamo che il progetto AUT-IN-ART possa aver reso possibile la realizzazione di un sogno, di un’aspirazione o anche soltanto di una semplice consapevolezza: l’arte è uno degli strumenti più efficaci per poter esternare ed elaborare le emozioni, per poter esprimere i propri pensieri e sentimenti e per poter interagire con il mondo. Trascorrendo il tempo creativamente è possibile immaginare e costruire il proprio futuro. 

Il progetto, pertanto, prosegue con entusiasmo. E speriamo possa coinvolgere ancora tanti partecipanti per arricchire ulteriormente quest’esperienza, per noi e per loro.