Pareri a confronto

Il conflitto Russia-Ucraina, le implicazioni psicologiche e scientifiche
di ANNAMARIA AUCONE

pubblicato il 17 Marzo 2022

L’attuale guerra di aggressione contro l’Ucraina rappresenta ancora una volta la solita, stancante, periodica rappresentazione dell’istinto sadico alla vendetta, alla sopraffazione sull’altro, che certi maschi umani, al governo di certi Stati mettono in scena sottoforma di apparato militare organizzato, di strategie di distruzione, di conquista e di morte. Nessun’altra specie animale sulla Terra attua siffatti comportamenti contro i propri simili!! È quindi sempre rassicurante e pieno di speranza il sapere come tutto il resto del mondo sano e responsabile si stia mobilitando a favore della pace, della tutela delle vittime di guerra, della cultura e della scienza, che sono alla base di un futuro senza violenza.

Ma in questo momento, rispetto a miliardi di persone e di popoli, schierati per la solidarietà, la legalità in campo politico, la protezione umanitaria di tanti profughi costretti ad abbandonare la propria terra sono l’infelicità, la solitudine, la rabbia e le ossessioni di un solo uomo, cui è stato concesso un potere assoluto, a prevalere, attraverso devastazioni progressive di un Paese libero e il rischio di un olocausto nucleare sulla Terra. E’ evidente che le nostre parole e la concezione del reale che pratichiamo nelle nostre società non possano essere comprese da costui; ciò che succede ai confini orientali dell’Europa dimostra come coloro che stanno perpetrando immani danni in quella terra non appartengono più alla comunità umana; la loro volontà si è alienata, le loro azioni  percorrono  sentieri ormai privi di emozioni e di  affetti,  governate dall’impulso coatto al potere e alla conquista, dal piacere di distruggere, abbattere e provocare sofferenze senza ritorno a persone, città, territori.

Preghiere, trattative, negoziati, colloqui diplomatici tra le parti in causa si stanno rivelando inefficaci, scontrandosi di fatto con la totale assenza di sintonia reciproca, di empatia e lucidità cognitiva che gli oppressori stanno mostrando. Va da sé pertanto che le implicazioni di questo conflitto non appaiono più solo politiche, geopolitiche o economiche, ma certamente sì, anche “scientifiche” e che la ricerca di soluzioni possibili deve tener conto necessariamente di questo aspetto, connaturato a chi si sta rendendo responsabile di tanto orrore. La salute mentale degli umani è un bene universale, va salvaguardata e sorvegliata.

Obbligatoriamente trattata, quando mostra di precipitare rovinosamente verso la frattura identitaria e l’estraniamento dalla realtà. Dietro ad ogni comportamento umano, volto al bene o volto al male, agiscono una storia personale, esperienze relazionali, vissuti emotivi pregressi, che possono lasciare tracce nel tempo ed incidere profondamente sulle scelte che ogni individuo opera nel presente. E quando sono individui spezzati, autocentrici, incapaci di vivere e condividere il giudizio e il sentire comuni, ad ascendere alle sfere della politica, del potere e del governo dei popoli, mettere sotto controllo, nei modi più diversi possibile, le pulsioni e le visioni che li ispirano, diventa più urgente e vitale.

Di Annamaria Aucone

Neurologo – ASL Toscana Sudest