Pareri a confronto

Quando scatta il reato di “omissione di soccorso”?
di GIAN PIERO SBARAGLIA

Ultimo Aggiornamento il 2 Agosto 2022 da Redazione

La domanda sorge spontanea e forte non soltanto dopo i fatti di cronaca avvenuti a Civitanova Marche in questi ultimi giorni, ma da quando si assiste “inermi” alla brutale, gratuita violenza per le strade, nelle piazze, comunque in luoghi dove molta gente passeggia, fa spesa, si ferma a vedere le vetrine; gente che ha l’ardire, o meglio, “l’incoscienza” di filmare il tutto, senza preoccuparsi di darsi da fare per fermare quella violenza, senza prestare soccorso!

Numerosissimi sono i casi e numerosi sono le occasioni perse per chiedere ai presenti che stavano filmando, il perché non siano intervenuti a fermare cotanta violenza, mentre di certo “godevano” di filmare quegli episodi col proprio cellulare e postarli nel web, così da averne un riscontro in termini di popolarità! Nessuno che sia intervenuto dopo il “fattaccio” a comunicare agli astanti che il NON ESSERE INTERVENUTI a fermare quella brutale violenza li ABBIA FATTI INCAPPARE NEL REATO DI OMISSIONE DI SOCCORSO, reato degno di essere perseguito a norma di legge!

Ce lo stiamo chiedendo in molti, almeno noi che proveniamo – presunzione a parte! – dalla cultura del rispetto dei valori della vita, comunque sacra, ma che oggi purtroppo viene relegata a cosa di poco conto, come questi fatti dimostrano. Come non rendersi conto che basta poco oggi per fare violenza? Basta organizzare una manifestazione pure con nobili intenti, pure per chiedere sacrosanti diritti, che facilmente si sfocia in bieca ed ingiustificata violenza! E che si fa? Si ferma qualcuno per accertamenti, quando a delinquere ne erano in molti, come in molti erano presenti e nulla hanno fatto per stoppare i facinorosi nel commettere crimini ingiustificati.

E allora come la mettiamo con l’ “OMISSIONE DI SOCCORSO”?

O questa accusa è valida solo se NON ci si ferma in caso di incidenti stradali, provocati o no, o quando si vede una persona che si sente male e si girano le spalle?

A noi che apparteniamo ad una Associazione che eroga Corsi di 1° Soccorso BLSD-PBLSD non ci è difficile toccare con mano quante volte la gente comune, pur se presente nel teatro di un incidente, di una lite, si tira indietro, mortificando il grandissimo valore della solidarietà, della prossimità, oggi tanto facilmente declamata, ma poco realizzata.

Si pensi per un istante al parallelo con l’altra della “CULPA IN VIGILANDO”, laddove assistiamo alla formazione di baby-gang, formate tutte da minori i cui genitori, assenti, non si sono preoccupati di vigilare se i loro ragazzi fossero in possesso di armi, quando vanno a fare la movida, o che cosa stessero facendo in ore da sempre dedicate al sonno, quando invece si ritrovano in strada a far comunella con altri, magari organizzando il crimine? Come è possibile che un genitore dorma sonni tranquilli nel saper che un figlio di undici-tredici anni, soprattutto se ragazza, stia in quelle ore notturne fuori di casa? Dove sta la VIGILANZA? E perché non vengono “ripresi” dalle autorità competenti, chiamandoli tutte le volte che i loro ragazzi vengono fermati dalle forze dell’ordine? Probabilmente viene fatto, ma non se ne dà notizia, così da creare un deterrente per altri episodi, che invece quotidianamente tornano a verificarsi!

L’abbiamo premesso: forse noi apparteniamo ad un altro mondo in cui quei valori appena accennati erano simbolo della convivenza pacifica e civile. Con ciò non vogliamo ergere a moralisti bacchettoni, sì però ad obiettivi lettori di fatti e misfatti di questa società che pare proprio avere abdicato a quei valori, ai quali invece ipocritamente tutti si rifanno, ma a parole, lasciando cadere nel vuoto decisioni o regole, ma soprattutto “Sorveglianza”.    

Ci si augura che queste lezioni servano di sprone a chi di dovere nel riordinare l’armonia, la convivenza; che si rifletta soprattutto sulle proprie responsabilità nel saper governare, nel saper far applicare la legge, e non soltanto a parlare o a tirare fuori giustificazioni capziose tanto per dire che il problema si era valutato.

Siamo coscienti che questi sono grossi problemi, e che averli messi in evidenza può dare fastidio a qualcuno: ma noi non nascondiamo sotto il tappeto, la polvere del pavimento appena pulito.

Dott. Gian Piero Sbaraglia
MEDICO CHIRURGO
Spec. In Otorinolaringoiatria
Primario Otorinolaringoiatra
C.T.U. del Tribunale Civ. e Pen. di Roma
Direttore Sanitario e Scientifico Centro di Formazione
Misericordia di Roma Centro – ROMA