Cultura è Salute Sanità e Territorio

ALTRO CHE PILLOLE: IN PIEMONTE IL MEDICO TI MANDA AL MUSEO PER STARE MEGLIO

2 Febbraio 2026

Non solo farmaci e visite specialistiche: oggi il medico può anche suggerire un museo. In Piemonte prende forma un nuovo modo di intendere la cura, in cui cultura e salute si intrecciano per migliorare il benessere psicofisico dei pazienti. L’iniziativa sperimentale si chiama “Museo Benessere: percorsi di cura attraverso l’arte e la cultura” ed è stata avviata dall’Asl To3 come esempio concreto di prescrizione sociale nella sanità territoriale.

Il progetto consente ai medici di medicina generale di inserire nel piano terapeutico, accanto ai farmaci, visite museali, laboratori artistici e attività esperienziali, prescrivendole tramite ricetta bianca per i pazienti più fragili.

L’idea nasce dall’evoluzione di “Oulx: in arte salus” e coinvolge due importanti realtà culturali del territorio, il Castello di Rivoli – Museo d’Arte Contemporanea e la Reggia di Venaria, già impegnati in progetti che uniscono arte e salute. L’obiettivo è portare i pazienti fuori dagli ambulatori e inserirli in contesti capaci di favorire relazione, stimolazione emotiva e benessere.

A sostenere l’iniziativa è la Fondazione Compagnia di San Paolo, mentre sul piano scientifico il modello trova conferma anche in un rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che, analizzando oltre 3 mila studi, riconosce alle arti un ruolo significativo nella prevenzione, nel supporto psicologico, nella gestione delle malattie croniche e nel miglioramento della qualità della vita.

Le esperienze culturali, infatti, attivano processi cognitivi, emotivi e sociali capaci di ridurre ansia, isolamento e depressione lieve o moderata, inserendosi nel più ampio modello di sanità di prossimità destinato a svilupparsi con le Case della comunità. Il progetto è frutto di un lavoro multiprofessionale che coinvolge medici, infermieri, psicologi, operatori della salute, artisti e associazioni locali. È rivolto in particolare ad adulti e anziani soli, persone con vulnerabilità sociali, disabilità intellettive lievi o patologie croniche. Dopo la prescrizione e la prenotazione tramite Cup, i pazienti partecipano alle attività in piccoli gruppi accompagnati dall’équipe sanitaria, con un successivo monitoraggio clinico per valutarne gli effetti.

Secondo il direttore generale dell’Asl To3, Giovanni La Valle, questo approccio permette alla sanità territoriale di superare il modello tradizionale, riconoscendo all’arte un ruolo attivo nei percorsi di salute. Anche per il direttore del Castello di Rivoli Francesco Manacorda considerare l’esperienza artistica come trattamento significa attribuire al museo una funzione di accompagnamento verso il benessere.

In un’epoca in cui la medicina guarda sempre più alla persona nella sua globalità, progetti come “Museo Benessere” suggeriscono che la cura può passare anche attraverso la bellezza, la condivisione e l’esperienza culturale. Un cambio di paradigma che apre la strada a una sanità più umana, dove la terapia non si limita a combattere la malattia ma aiuta a ricostruire legami, emozioni e qualità della vita.