2 Febbraio 2026 ![]()
Che cosa accadrebbe se uno psichiatra, dopo cinquant’anni di ascolto silenzioso, si sedesse per la prima volta nella poltrona del paziente e iniziasse a mettersi a nudo egli stesso? Vittorino Andreoli, tra i più noti e autorevoli psichiatri italiani, compie questo gesto radicale e simbolico: nel suo nuovo libro “Due poltrone rosse” (Edizioni San Paolo) si siede sulla stessa poltrona che per anni ha accolto i suoi pazienti, inaugurando un atto di profondo capovolgimento e dando avvio a un dialogo intimo con la propria immagine, con la propria “ombra” di psichiatra.
Da questo gesto prende forma un coraggioso percorso di autoanalisi che si sviluppa come una serie di “sedute” interiori, in cui memoria, sogni, riflessioni filosofiche e resoconti di viaggio si intrecciano in un monologo denso e rivelatore. Lo studio medico si trasforma così in un laboratorio esistenziale, e la scrittura diventa strumento di cura, capace di dare voce al disagio psichico inteso come incapacità di vivere. Il racconto si apre a un ampio viaggio nella memoria: l’infanzia segnata dai bombardamenti, il rifugio in campagna, l’educazione cattolica, i sensi di colpa, la scoperta del corpo e dell’identità. A questi ricordi personali si intrecciano mezzo secolo di esperienza professionale, la ricerca scientifica, i casi clinici e le domande fondamentali sull’esistenza, componendo un mosaico intimo e universale insieme.
Le due poltrone, quella del medico e quella del paziente, assurgono a simbolo del rapporto tra chi cura e chi cerca sollievo, ma anche di un dialogo interiore che rende possibile l’incontro con sé stessi e con gli altri. Entro lo spazio fragile e irripetibile del colloquio terapeutico, Andreoli riflette sul ruolo dello psichiatra, sull’empatia, sull’importanza dell’ascolto e sul potere terapeutico della narrazione. Ne nascono pagine intense e profondamente umane, fondate su una convinzione essenziale: la cura ha inizio dall’ascolto.
Vittorino Andreoli è medico, neurologo e psichiatra, noto nell’ambito della psichiatria internazionale per i suoi studi sul cervello e sul comportamento umano, da cui discendono i suoi volumi sui disturbi che egli lega anche all’ambiente sociale in cui si esprimono. Membro della New York Academy of Sciences, ha diretto il Dipartimento di Psichiatria dell’Ospedale di Verona e collaborato con l’OMS.
Da sempre ama raccontare i casi umani (spesso estremi), cancellando la rigida separazione tra saggistica e narrativa. A dimostrarlo in maniera decisa è questo volume in cui occupa entrambe le poltrone, quella dello psichiatra ma anche l’altra riservata al paziente, per una analisi di sé, in cui si evidenzia la sua grande umanità tesa al bisogno del divino.
È autore di oltre cinquanta libri, molti dei quali best seller, e figura di riferimento nel panorama della salute mentale in Italia.
Questo è il suo primo libro per le Edizioni San Paolo.
