Storie

“Perché la violenza sulle donne è razzista” –
Speciale Osservatorio sui femminicidi

pubblicato il 22 Febbraio 2021

Ci scrive Sonia Scarpante, presidente dell’Associazione “La cura di sé”, che condivide con la nostra redazione le riflessioni dello psicoanalista Massimo Recalcati sulla violenza di genere.

Ho trovato molto interessante ascoltare un video di Massimo Recalcati che ho trovato fra i titoli di www.larepubblica.it; riprendo alcune sue frasi su cui noi tutti dovremmo riflettere a fondo proprio perché parliamo sempre di Cura e non a caso Massimo fa parte della mia Associazione ed è socio onorario “www.lacuradise.it” e con il quale un rapporto amicale ci tiene legati attraverso le scritture.

Lui afferma: “La violenza colpisce la donna in quanto luogo dell’altro, la violenza punta a sopprimere la libertà delle donne e il patriarcato ci ha provato in tutti i modi nella sua lunga storia e stiamo vivendo le ultime scorie e gli ultimi residui di un’ideologia da cui quella violenza proviene. Negli uomini il problema dell’identità si pone nei termini della divisa e dell’appartenenza: gli uomini hanno pochi riferimenti e sempre uguali (es. abbigliamento) mentre le donne hanno un rapporto più creativo e generativo. La donna eccede ogni uniforme, gli uomini sono uniformati. Esiste un ingombro che è quello della competizione, della performance, inizia sin da bambini (chi la fa più lontano…) peso che produce anche effetti di idiozia. La donna è sgombra di questo peso, è libera, unica, i maschi fanno serie, indossano uniformi. La donna è eccezione, e quindi incarnazione della libertà”.

E ancora: “il romanzo di Elena Ferrante “L’amica geniale” riporta una scena quando l’amica geniale, bambina, riesce a prevalere sul piano intellettuale su un compagno di classe, fruttando la sua intelligenza fertile creativa e quindi umiliandolo. All’uscita di classe il fratello di questo ragazzino agisce in modo violento contro questa bambina e il gesto che fa è particolare: cerca di strapparle la lingua. Strappare la lingua va interpretato come l’essenziale della violenza degli uomini sulle donne: togliere la lingua significa togliere il diritto di parola. Non a caso le manifestazioni di femminicidio si moltiplicano laddove la donna non rinuncia a parlare. Ci vuole un’educazione sentimentale con la finalità di intendere l’amore come il riconoscimento della lingua dell’altro. La bellezza dell’amore è l’incontro di due lingue differenti. I problemi iniziano quando il corpo sessuale si separa dall’amore. La bellezza dell’amore è la bellezza nei confronti della libertà dell’altro; l’Impossibilità di tollerare quando le donne fanno finire un amore.

Questa spinta appropriativa dell’altro è il principio da cui scaturisce la violenza: Massimo Recalcati cita Proust, Moravia, i poeti che dicono la verità sull’amore. L’amore implica una sorta di appartenenza, ma noi non possiamo mai appropriarci dell’altro perché altrimenti l’altro diventa un oggetto, una cosa. La violenza maschilista a volte vorrebbe trasformare la donna in “roba”, in un oggetto proprio. Gli uomini violenti pretendono di insegnare alle donne come si deve essere donna: molte donne sono in difficoltà a reperire una propria identità, perché l’identità della donna è più complessa di quella di un uomo, la donna deve inventarsi ogni volta. In cambio di una supposta identità gli uomini esercitano una sorta di potere sadico sulla donna”. Parole di Massimo Recalcati. Grazie Massimo! Sono in perfetta sintonia con questo tuo dire.