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TRE PUNTIFORMI ESEMPI DI ESISTENZA MANCATA di Massimo Lanzaro

17 Novembre 2025

Vorrei porre l’accento su tre particolari situazioni che riguardano la salute mentale e le dinamiche suicidarie, che ritengo particolarmente rilevanti e molto attuali, per non dire “urgenti”.

Il parasuicidio (tipico del disturbo di personalità borderline)

Si stima che il disturbo borderline di personalità contribuisca al 20% dei ricoveri psichiatrici (1 ricovero su 5) e si riscontri nel 10% dei pazienti ambulatoriali, con trend in aumento ( BPD Fact Sheet, su borderlinepersonalitydisorder.com, secondo la National Educational Alliance for Borderline Personality Disorder). I comportamenti parasuicidari si verificano nel 10-15% dei casi di DBP e l’effettivo suicidio (sovente “accidentale”) avviene in circa l’1% dei casi.

Il parasuicidio si riferisce a comportamenti autolesivi che non hanno come obiettivo finale il decesso, ma che comportano comunque un rischio significativo. È un atto intenzionale in cui una persona si infligge danni fisici, come tagliarsi, avvelenarsi o assumere overdose di farmaci, senza però avere l’intenzione reale di morire. L’autolesionismo può essere una forma di sfogo emotivo o un tentativo di esercitare controllo su una situazione percepita come incontrollabile. Può spesso essere un gesto comunicativo, con l’intento di segnalare il bisogno di aiuto o attenzione. È importante notare che il parasuicidio può comunque risultare fatale, anche se non era questo lo scopo iniziale.

Nella mia ventennale esperienza ho potuto constatare che la formazione diagnostica e terapeutica per questo tipo di disturbo, molto diffuso, è carente nel personale sanitario e parasanitario. La Terapia Dialettico-Comportamentale (DBT) è molto efficace per il disturbo borderline di personalità (DBP), con ampia letteratura evidence based, che ne dimostra la capacità di ridurre significativamente comportamenti auto, etero lesionistici e suicidari.

In tutti i vari Servizi di salute mentale in cui ho lavorato in Italia, nessun psicologo era formato, anzi addirittura non conosceva l’esistenza di tale tipo di terapia.

Le intelligenze artificiali e i nuovi rischi connessi alla rete

Nel 2024 un quattordicenne della Florida, Sewell Setzer III, si è suicidato dopo essere diventato emotivamente dipendente, “innamorato” di una chatbot AI che impersonava il personaggio Daenerys Targaryen (“Dany”) della serie televisiva “Game of Thrones”.

Il ragazzo, che trascorreva ore a chattare con “Dany” isolandosi dal mondo reale, si è tolto la vita con un’arma da fuoco dopo un ultimo scambio di messaggi. Nonostante i chiari segnali di disagio e i pensieri suicidi che Sewell aveva condiviso, l’intelligenza artificiale non era stata in grado di comprendere la gravità della situazione né di fornire un aiuto adeguato. Questo sfortunato ragazzo era a quanto pare convinto in maniera delirante che solo togliendosi la vita, e quindi liberandosi del corpo fisico, avrebbe potuto ricongiungersi con la non persona amata, ovvero che l’avrebbe incontrata nell’immateriale mondo della virtualità. Questo esempio aggiunge forse un nuovo elemento ai pericoli connessi al cattivo uso della rete e specificamente a quello delle IA.

I deficit delle REMS

La residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza, in acronimo REMS, in Italia, indica una struttura sanitaria di accoglienza per gli autori di reato affetti da disturbi mentali (infermi di mente) e socialmente pericolosi. La gestione interna è di esclusiva competenza sanitaria, poiché afferenti ai dipartimenti di salute mentale delle aziende sanitarie locali di competenza. Il tasso di suicidi nelle carceri è notevolmente più alto rispetto alla popolazione generale. Questo dato sottolinea la necessità di una particolare attenzione alla salute mentale e alla prevenzione del suicidio in tutte le strutture di detenzione e di misura di sicurezza. Malgrado il fatto che esistano misure di prevenzione del suicidio nelle REMS (a), sono forse comunque lecite alcune riflessioni rispetto alle carenze italiane (b).

a)
  • Valutazione del rischio: Le procedure prevedono una valutazione documentata del rischio di suicidio all’ingresso e durante la permanenza.
  • Misure strutturali e assistenziali: Le REMS sono dotate di misure preventive apposite per ridurre il rischio, che si concentra maggiormente nei primi giorni di permanenza.
  • Personale qualificato: Il personale delle REMS è composto da operatori dei Dipartimenti di Salute Mentale (DMS).
  • Intervento immediato: Le linee guida prevedono il ricovero immediato in caso di pensieri suicidari ricorrenti, intenzione di suicidio immediata o un piano di suicidio dettagliato. 
b)
  • Il tasso di suicidi nelle Residenze per l’Esecuzione di Misure di Sicurezza (REMS) non è un dato specifico pubblicato, tuttavia è noto che il tasso di suicidi in strutture detentive, quali le case circondariali, in Italia è significativamente più alto rispetto alla popolazione generale. Probabilmente è un’area in cui la ricerca dovrebbe essere più approfondita, la formazione del personale migliorata e la legislazione rivista.
  • Il problema inoltre è che Le REMS non possono essere “tutte uguali”, come è stato ad esempio recepito nel Regno Unito.

In Italia sono 31, 688 posti disponibili, con 654 effettivamente occupati. 690 le persone in lista d’attesa. In Inghilterra ci sono 3 high-secure psychiatric units (REMS ad alta sicurezza) con più di 700 posti letto, circa 60 medium-secure units (REMS a media sicurezza) con 3500 posti letto e varie low-secure units (ho avuto personalmente la ventura di lavorare in ciascuna di esse e alcune sono specificamente per il ricovero e il trattamento delle persone affette da disturbo borderline di personalità grave).

Totale posti letto REMS in Inghilterra: 7000-8000 tra low, medium, e high-security, ovvero dieci volte tanto il numero di quelli attualmente disponibili in Italia. 


IL CASO DI VINCENZO LANNI

Vincenzo Lanni era in stato di libertà quando ha recentemente accoltellato Anna Laura Valsecchi in piazza Gae Aulenti. La comunità che lo aveva accolto è la 4exodus di Casale Litta, in provincia di Varese, una cooperativa della rete solidale fondata da don Antonio Mazzi. Bergamasco, 59 anni, aveva già assalito due pensionati nel 2015. Ai carabinieri ha detto: “Sono troppo vigliacco per suicidarmi”. Aveva già scontato la sua pena per due episodi simili avvenuti nel 2015 in provincia di Bergamo: 8 anni di carcere più 3 di Rems, inflitti nel 2016 e già espiati. Stava seguendo un percorso di recupero e reinserimento sociale e tuttavia non doveva seguire nessuna prescrizione.


BREVE BIBLIOGRAFIA:
  • Jennifer M MayToni M RichardiKelly S BarthDialectical behavior therapy as treatment for borderline personality disorder, Ment Health Clin. 2016 Mar 8; 6(2): 62–67
  • Maurizio Pompili, Il rischio di suicidio. Valutazione e gestione, Raffaello Cortina Editore, 2022

Massimo Lanzaro, Dirigente Medico di Psichiatria, Psicoterapeuta, saggista e divulgatore scientifico. E' stato Primario al Royal Free Hospital di Londra. 

I suoi volumi più recenti sono “Dal divano al divino: Itinerari di ascensione controcorrente mentre il mondo sembra andare alla deriva” (KDP, 2025), “Affetti In Affitto: La Guida Definitiva alla Psicologia 4.0: Esperienze trasformative, Aneddoti ispiratori e Tecniche di Evoluzione Personale” (Bookness, 2024) e “Il medico dell’anima” (YCP, 2021).

Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito web personale: www.massimolanzaro.com.