Pareri a confronto

CONCERTI E GRANDI EVENTI: TRA SICUREZZA E POSSIBILI RISCHI SANITARI

8 Luglio 2026

del Dr. Gian Piero Sbaraglia, otorinolaringoiatra

Fa discutere il vedere quante contraddizioni si riscontrano in campo sociale in tema di prevenzione, spesso taciute quasi volutamente dalle Istituzioni perché, forse, prendere certe decisioni sarebbe impopolare. Ci riferiamo alle masse di giovani che da anni, e soprattutto nel periodo estivo, si affollano per seguire concerti dei loro beniamini (es. quello di “Ultimo” a Tor Vergata, Roma, lo scorso 4 luglio). Concerti che, diciamolo senza veli, non è che portino ricchezza o idee utili a risolvere problemi come guerre, povertà o violenza; anzi, non di rado assistiamo al fatto che, al termine di questi eventi, si verifichino episodi di violenza gratuita.

Ma ciò di cui, crediamo, non si sia mai data adeguata attenzione è l’esistenza del cosiddetto “auralismo”, che non è altro che un’inclinazione sessuale in cui i suoni fungono da principale stimolo erotico, scatenando impulsi sessuali di forte intensità, tali da trasformarsi in violenza se non soddisfatti. Questi raduni di giovanissimi per ascoltare la musica dei loro idoli non sono composti da poche unità, ma superano ampiamente le decine di migliaia di presenze, con persone spesso accalcate e in stretto contatto tra loro.

Ciò che viene ritrovato dagli addetti alle pulizie nei luoghi in cui si svolgono questi eventi la dice lunga sui comportamenti incivili di alcuni partecipanti: bottiglie di alcolici, tracce di sostanze stupefacenti, profilattici ed ogni sorta di materiale abbandonato dopo l’evento. A ciò si aggiunge un’ulteriore possibile “aggressione” alla salute: l’assordante e talvolta deleteria intensità dei livelli sonori, espressi in decibel, della musica suonata per molte ore. In questi casi i traumi acustici non dovrebbero rientrare anch’essi nella prevenzione?

E per quanto riguarda la presenza di presidi medici atti a intervenire in caso di emergenza, possiamo davvero considerarli “prevenzione” se, in contesti di grande affollamento, esiste comunque il rischio di patologie trasmissibili, anche da parte di soggetti portatori inconsapevoli di malattie silenti? Questo sembra essere il risultato “demagogico” delle Istituzioni che, per non apparire controcorrente o troppo rigide rispetto ai desiderata di una parte della popolazione, scelgono spesso il silenzio come strategia, confidando nella buona sorte.

E poi, chi mai direbbe che in un concerto super affollato si sia sviluppato un focolaio di una qualche malattia? Una simile notizia potrebbe compromettere tutti gli altri eventi, con gravi danni economici per organizzatori e per l’intero settore, fino a rendere più difficile l’organizzazione di manifestazioni simili.

E allora quale potrebbe essere un’alternativa? Semplice: ciascun partecipante ai mega raduni, al momento della prenotazione, dovrebbe essere in possesso di una scheda sanitaria redatta dal medico curante, nella quale sia attestato che l’individuo non è portatore di patologie trasmissibili né dedito all’uso di sostanze tossiche. Questo aiuterebbe seriamente la prevenzione e contribuirebbe anche a rendere più consapevoli coloro che, di fronte a questi problemi, spesso tendono a sottovalutarli.