26 Agosto 2026 ![]()
Del Dott. Luciano Peccarisi, specialista in Neurologia e divulgatore. Ha pubblicato Il miraggio di ‘conosci te stesso’. Coscienza, linguaggio e libero arbitrio, ed. Armando, Roma, 2008. Dialogo tra il Cervello e il suo Io, ed. Aracne, Roma, 2014. Quando il cervello immagina. Le due dimensioni della mente, ed. Fabbrica dei Segni, Milano, 2021. Sono un cervello che parla, ed. Tempesta, Roma, 2021. Il cervello e i suoi segreti. La maschera della mente, ed. DIARKOS, (RN), 2025.
“Ho sognato un uomo, vestito con un giaccone blu da marinaio; ho pensato che fosse Joseph Conrad. L’uomo passeggia con un amico sopra un pontile quando lo coglie un’onda di marea; l’ho visto in volto mentre si ritrae, la bocca spalancata che per qualche istante cerca avidamente l’aria. All’amico annuncia di aver avvertito il sapore che fa l’acqua del mare quando ti entra in bocca mossa da una grande balena” Vallortigara G. (2025).
Il sogno ci ricorda che l’esperienza può continuare anche quando il contatto con il mondo è molto ridotto, fino a essere inesistente. Non è la stessa della veglia vigile in cui controlliamo ciò che ci circonda, nel sogno scorrono frammenti di episodi, scene recenti e antiche, di vivi e di morti, di feste e di lutti, spesso mischiati tra loro. In genere cambiano ogni notte, anche se in alcuni casi e in certi periodi della vita, possono ripetersi. Vi sono sogni che riguardano tutti, sono quelli di paura e sessualità i cui potenti circuiti cerebrali sono giunti fino a noi dalla preistoria. Altri sono personali e riguardano i nostri amici, compagni, famiglia, scuola, società. Riguardano i fatti concreti vissuti, come sono, a quanto pare, quelli degli animali. Quelli del cane ad esempio, lo dimostrerebbe il movimento della corsa, movenze sessuali, mordicchiare, ringhiare, ecc. I sogni umani abbracciano lunghi periodi e si estendono anche a situazioni immaginate e a proiezioni future.
Un’interessante ricerca ha analizzato oltre 3.700 resoconti tra sogni e momenti di veglia raccolti da 287 partecipanti tra i 18 e i 70 anni in due settimane. I risultati rivelano che il contenuto onirico riflette una complessa interazione fra tratti personali ed eventi esterni (Wired, 2026). Il cervello della veglia è in linea con il modello di realtà messo a punto dall’evoluzione, perché ogni essere vivente ne ha uno, è il prodotto della sua nicchia ambientale da cui è stato forgiato. Per questo il pipistrello riesce a vivere anche in una grotta buia, la vipera strisciare per terra o il delfino saltare sulle onde del mare. Sono i ‘mondi’ di Jakob Johann von Uexküll. In un prato c’è il grillo, la formica, la farfalla, l’uccello, la lucertola, la chiocciola, tutti indaffarati in attività diverse “circondati da bolle trasparenti che s’intersecano senza attrito perché formate solo da segni percettivi soggettivi” (Uexküll, 2010). Nel mondo umano abita però anche la fantasia, l’immaginazione e la creatività, frutto dell’avvento del linguaggio, della cultura e della società. L’ancoraggio al mondo è fornito dai lobi frontali del cervello, che sono invece inibiti durante il sonno. Da uno studio emerge che i sogni vividi, bizzarri ed emotivamente intensi erano tutti associati a un sonno soggettivamente più profondo; mentre sogni astratti, riflessivi e meta-consapevoli, erano correlati a una sensazione di sonno più superficiale (Agi, 2026).
Nel sogno si attivano spontaneamente neuroni che ne reclutano immediatamente altri “bastano pochi millisecondi per stabilire una cascata completa da strato a strato, in entrambe le direzioni. Una volta che essa è attivata, tutte le sue parti sono attive contemporaneamente” (Lakoff, 2025). L’interruttore del sonno è nel tronco cerebrale alla base del cervello, quando scatta si apre il sipario del teatro notturno attivando l’area del cervello anteriore, cioè la regione in cui è localizzato il ‘sistema di ricompensa’ (Solms, 2023). Iniziano così gli appetiti da soddisfare, una forma di pensiero da non scindere da quello diurno. Chi è affetto da “afasia” ha perso la capacità di linguaggio e nelle forme gravi di discorso interiore, del parlare tra sé e sé. Hughlings Jackson paragonava gli afasici ai cani. Scott Moss, uno psicologo che ebbe un ictus e divenne afasico, descrisse le sue esperienze tra cui quella onirica “avevo anche perso la capacità di sognare” (Sacks, 2011). Vi è una rete che attraversa il cervello (DMN) anche detta dell’immaginazione ‘rete neurale immaginativa’ (Imagination Network) e nel sogno vengono inibite le sue relazioni con lobo frontale della logica, mentre rimangono quelle con il sistema delle emozioni. Questo spiegherebbe perché il sogno nella fase REM è vivido, bizzarro e a elevato carico emotivo. L’attività della corteccia prefrontale (dorso laterale) delle funzioni critiche ed esecutive diminuisce, spiegando come mai i sogni sembrino mancare di pianificazione, pensiero logico e controllo degli impulsi (Zadra e Stickgold, 2021). In virtù della sua attivazione nel sonno questo network è stato proposto come principale substrato neurale del sogno. Si potrà intervenire sul sogno? Forse si: “L’inserimento di elementi bizzarri accanto a memorie traumatiche potrebbe essere funzionale a ‘alleggerire’ la carica negativa di quelle esperienze”. I sogni possono ricostruire i ricordi collegando tra loro esperienze disgiunte e combinandole per dare origine a nuove possibilità. È stata indotta negli animali la formazione di un ricordo durante il sonno stimolando contemporaneamente le cellule cerebrali che rappresentano un particolare angolo di un ambiente, insieme alle cellule cerebrali che generano sensazioni gratificanti, riuscendo a collegare con successo le due esperienze. Sarebbe come stimolare un ricordo neutro durante il sonno, per esempio di un angolo qualsiasi del vostro soggiorno, e associarlo a sensazioni di intenso piacere. Da quel momento in avanti sareste portati a trascorrere in quell’angolo quanto più tempo possibile, in virtù delle sensazioni gratificanti che evoca (Ramirez, 2006). Andrew T. Jaffe ha una sua idea (Andrew T. Jaffe, 2026) circa i sogni, la vita da svegli è semplicemente più stabile e coerente perché governata da leggi, mentre nel sogno non vi sono oggetti o fatti definiti ed è in linea con l’idea che ne hanno alcuni fisici di oggi: “Invece di vedere il mondo fisico come un insieme di oggetti con proprietà definite, la teoria dei quanti ci invita a vedere il mondo fisico come una rete di relazioni di cui gli oggetti sono i nodi”, afferma Rovelli. (Rovelli, 2020). La consapevolezza non si trova nel mondo, è il mondo a trovarsi nella consapevolezza. Che cosa significa allora essere coscienti? Significa semplicemente che sensazioni, sentimenti, pensieri, intenzioni si stanno verificando e siamo in grado di dirigerne lo svolgimento a differenza del sogno. Posso sognare di aver saputo che un parente ha avuto un incidente e posso sentirmi sconvolto e vorrei aiutarlo in qualche modo, ma non posso agire (per esempio, facendo qualcosa per controllare la veridicità della notizia) e pertanto io non sono cosciente. Così possiamo concepire la coscienza come informazioni messe in ordine intenzionalmente (Csíkszentmihályi, 2021).
NOTE
Agi (2026), https://www.agi.it/scienza/news/2026-03-25/sogni-sonno-profondo-36273193/ Il team della Scuola IMT Alti Studi Lucca è guidato da Giulio Bernardi.
Csíkszentmihályi, M. (2021) Psicologia dell’esperienza ottimale, ed. ROI, e-Book, p. 39.
Lakoff G., Narayanan, F. (2025) La mente neurale, ROI edizioni, Milano, p. 75.
Sacks, O. (2011) L’occhio della mente, bibl. Adelphi, Milano, p. 48.
Uexküll, J. v. (2010) Ambienti animali e ambienti umani. Una passeggiata in mondi sconosciuti e invisibili, Quodlibet, Macerata. pp. 74-75.
Ramirez, S. (2006) Riscrivere il passato, R. Cortina, Milano. p. 184.
Rovelli, C. (2020) Helgoland. Piccola Biblioteca Adelphi, cap. 3, par. 2, Relazioni, Milano.
Solms, M. (2023) La fonte nascosta. Un viaggio all’origine della coscienza, Adelphi, Milano, e-Book, p. 37.
Zadra, A., & Stickgold, R. (2021) When brains dream: exploring the science and mystery of sleep. (I ed.) W.W. Norton & Company.
Vallortigara G. (2025) Desiderare, ed. Marsilio, s.p.a. Venezia, versione digitale, p. 157.
Wired (2026) https://www.wired.it/article/un-mix-tra-quello-che-siamo-e-quello-che-viviamo-cosa-ha-scoperto-studio-italiano-analizzato-sogni-quasi-300-persone/ È uno studio di ricercatori guidato da Valentina Elce pubblicato sulla rivista Communications Psychology.
Jaffe, A. T. (2026) I sogni ci mostrano che la coscienza è fondamentale (https://iai.tv/articles/dreams-show-us-consciousness-is-fundamental-auid-3654)
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