Diritti e Doveri

CYBER RISK E PROFESSIONI SANITARIE: PERCHÉ OGGI ANCHE LO STUDIO MEDICO DEVE PROTEGGERSI

13 Marzo 2026

A cura dell’Avv. Marianna Rillo, ufficio legale Club Medici

La trasformazione digitale ha profondamente cambiato il modo di operare delle professioni sanitarie. Cartelle cliniche elettroniche, sistemi di archiviazione delle immagini diagnostiche, piattaforme di telemedicina, software gestionali e sistemi di prenotazione online consentono oggi ai professionisti di lavorare con maggiore efficienza, rapidità e precisione. Accanto a questi vantaggi si è però sviluppato un rischio sempre più concreto: quello degli attacchi informatici ai sistemi sanitari.

Quando si parla di cyber attacchi si tende spesso a pensare alle grandi infrastrutture ospedaliere o alle grandi aziende. In realtà, negli ultimi anni i criminali informatici hanno iniziato a colpire sempre più frequentemente studi professionali e piccole strutture sanitarie, ritenute spesso più vulnerabili dal punto di vista della sicurezza informatica e quindi più facili da compromettere. Uno studio medico gestisce quotidianamente una quantità rilevante di informazioni sensibili: cartelle cliniche, referti, immagini diagnostiche, dati anagrafici dei pazienti, documenti amministrativi, contatti telefonici ed email. Si tratta di dati che, oltre ad avere un valore clinico fondamentale, possiedono anche un elevato valore economico nel mercato illegale dei dati, dove le informazioni sanitarie possono essere utilizzate per frodi, ricatti o furti di identità. Un esempio concreto riguarda i sistemi di archiviazione delle immagini diagnostiche. Un centro radiologico, uno studio odontoiatrico o ortopedico conserva spesso migliaia di radiografie, TAC, risonanze magnetiche o fotografie cliniche. Se un attacco informatico impedisse l’accesso a questi archivi digitali, l’attività sanitaria potrebbe trovarsi improvvisamente paralizzata, con l’impossibilità di consultare la documentazione clinica necessaria per la diagnosi o il follow-up dei pazienti.

Tra le minacce più diffuse vi sono gli attacchi ransomware: si tratta di malware che bloccano l’accesso ai sistemi informatici o ai dati criptandoli e richiedendo il pagamento di un riscatto per ripristinarne l’utilizzo. È importante ricordare che il pagamento del riscatto non garantisce né la restituzione dei dati né la loro integrità, e in alcuni casi può persino incentivare ulteriori attacchi.

Non sempre l’attacco avviene sfruttando vulnerabilità tecniche dei sistemi. Molto spesso i criminali informatici utilizzano tecniche di ingegneria sociale per indurre il personale a compiere involontariamente azioni pericolose. Email di phishing, telefonate fraudolente (vishing) o messaggi ingannevoli (smishing) simulano comunicazioni provenienti da fornitori, istituzioni o servizi utilizzati dallo studio medico. Attraverso questi strumenti viene richiesto di inserire credenziali di accesso, aprire allegati o cliccare su link malevoli. Oggi questi tentativi risultano sempre più credibili anche grazie all’utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale che permettono di creare comunicazioni estremamente realistiche. Per questo motivo anche personale attento e preparato può cadere in errore.

Un singolo clic su un link fraudolento può consentire a un aggressore di accedere alla rete informatica dello studio. Le conseguenze possono essere diverse: blocco dei sistemi, sottrazione di dati, diffusione non autorizzata di informazioni sanitarie, alterazione di documenti o richieste di pagamento per il ripristino delle attività. Il rischio non riguarda soltanto i dati clinici. Anche dispositivi apparentemente secondari possono rappresentare un punto di accesso per un attacco informatico. È il caso, ad esempio, dei sistemi di videosorveglianza presenti negli studi o nelle cliniche, che se non adeguatamente protetti possono essere violati consentendo a soggetti esterni di accedere alle immagini registrate o alle riprese in tempo reale. Allo stesso modo i computer utilizzati dalla segreteria, le piattaforme di prenotazione online, i software per l’invio dei referti, i sistemi di gestione degli appuntamenti o i dispositivi medicali connessi alla rete possono diventare porte di ingresso per intrusioni informatiche.

Va inoltre considerato che i dati sanitari rientrano tra le categorie di informazioni più tutelate dalla normativa in materia di protezione dei dati personali. La violazione di tali dati può comportare non solo un danno operativo e reputazionale per il professionista o la struttura sanitaria, ma anche obblighi giuridici rilevanti, come la notifica della violazione all’autorità di controllo e la comunicazione agli interessati, oltre al possibile coinvolgimento in procedimenti sanzionatori o richieste risarcitorie. I costi legati a un incidente informatico possono essere significativi: interventi tecnici di emergenza, attività di ripristino dei sistemi, recupero dei dati, consulenza legale, gestione della comunicazione con i pazienti e con le autorità competenti, oltre ai possibili danni derivanti dall’interruzione dell’attività sanitaria. Queste problematiche non riguardano soltanto i singoli studi professionali ma anche strutture sanitarie più organizzate e cliniche private. In questi contesti il rischio può essere ancora più esteso, poiché i sistemi informatici gestiscono contemporaneamente grandi quantità di dati clinici, immagini diagnostiche, sistemi di prenotazione, infrastrutture di rete e dispositivi medicali connessi.

Un attacco informatico può quindi compromettere non solo i dati ma anche la continuità operativa dell’intera struttura, con ripercussioni sull’organizzazione delle attività e sull’assistenza ai pazienti. Per questo motivo il tema della cyber sicurezza riguarda oggi l’intero settore sanitario, dal singolo professionista – ginecologo, ortopedico, odontoiatra, dermatologo – fino alle strutture sanitarie più complesse.Accanto alle misure tecniche di sicurezza informatica, sta assumendo sempre maggiore importanza anche un approccio organizzativo al rischio cyber. Ciò significa adottare procedure interne, formare il personale sui principali rischi informatici, effettuare backup regolari dei dati, aggiornare i sistemi e valutare in modo consapevole i livelli di sicurezza delle tecnologie utilizzate.In questo contesto molte realtà sanitarie stanno valutando anche l’adozione di coperture assicurative specifiche per i rischi cyber. Queste soluzioni non si limitano a prevedere un indennizzo economico, ma includono spesso servizi di assistenza immediata in caso di attacco informatico, come l’intervento di specialisti informatici, l’analisi dell’incidente, il recupero dei dati, il supporto legale e la gestione della comunicazione in caso di violazione delle informazioni. In un sistema sanitario sempre più digitale, proteggere i sistemi informatici significa proteggere la continuità dell’attività professionale, la sicurezza dei dati e la fiducia dei pazienti. Per questo motivo è importante che ogni professionista sanitario e ogni struttura inizi a considerare il rischio cyber non come un problema lontano o puramente tecnico, ma come una componente concreta della gestione dello studio medico e delle organizzazioni sanitarie moderne.