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“IL PALCOSCENICO DELL’ANIMA”: L’ARTE COME SPAZIO DI RELAZIONE E CONSAPEVOLEZZA

13 Marzo 2026

Intervista a Teresa Bonarrio a cura di Eleonora Marini

In un panorama culturale dove l’arte e la poesia diventano strumenti di introspezione e riflessione, emerge il lavoro della Dott.ssa Teresa Bonarrio, autrice del libro “Ho rischiato di morire senza una risposta”, recentemente selezionato per il Salone del Libro di Torino 2026. Composto da nove poesie lunghe, il volume esplora le complesse dinamiche delle relazioni umane, alternando il punto di vista di “lei” e “lui” tra il desiderio di legame e la paura di farsi vulnerabili. Oltre alla scrittura, la Dott.ssa Bonarrio è fondatrice dell’associazione “Il Palcoscenico dell’Anima”, un progetto culturale che unisce poesia, teatro e introspezione emotiva. Con un logo che rappresenta un occhio con un palco, simbolo della connessione tra anima e osservazione, l’associazione si finanzia attraverso donazioni e gadget, e già oggi anima la scena digitale con una pagina Instagram e un canale YouTube, mentre un sito web e un podcast sono in arrivo.

Il libro nasce da un’esperienza di vita molto profonda, che ha riattivato in lei il bisogno di tornare alla scrittura. Ce ne parla meglio?

Scrivere era qualcosa che facevo molto tempo fa, ma che negli anni avevo messo da parte, senza dedicarle lo spazio che meritava. Nel racconto non c’è una vera e propria alternanza di punti di vista. Ci sono momenti in cui ho cercato di immedesimarmi nell’altro, provando a dare parole a ciò che immaginavo potesse provare, forse anche per comprenderlo meglio. A un certo punto, però, la protagonista – e con lei anche io – si rende conto che parla troppo di lui e troppo poco di sé stessa. La storia prende avvio da un momento molto personale, ma presto diventa una riflessione più universale. Ho ascoltato molte storie con dinamiche simili e credo che molte persone possano riconoscersi nei due punti di vista che descrivo. Oggi ho la sensazione che lasciarsi andare davvero in un legame autentico sia diventato molto difficile.

Tra l’altro questo suo lavoro è stato recentemente selezionato per il Salone del Libro di Torino 2026…

La pubblicazione del libro è stata per me un grande traguardo. Ho lavorato al progetto per un anno: avevo ricevuto due proposte editoriali, che però non mi convincevano pienamente. Così ho deciso di mettermi in gioco da sola. Presentarmi al Salone del Libro in autonomia è stato un atto di coraggio, sapendo che il mio lavoro sarebbe stato valutato da editor esperti. Quando ho letto la frase “sei stata selezionata”, è stata un’emozione enorme: una conferma che forse quel talento intravisto da qualcuno esiste davvero.

Lei è davvero instancabile perché parallelamente è nata l’associazione “Il Palcoscenico dell’Anima”. Di cosa si tratta?

Ho fondato l’Associazione con l’obiettivo di mettere in luce la bellezza che spesso passa inosservata. La sua missione è dare voce all’arte e al suo potere trasformativo e di connessione tra le persone. Vorrei che diventasse uno spazio in cui esprimere talenti, coltivare relazioni ed emozioni e creare circoli virtuosi. Un luogo di ascolto e condivisione per chi sente il bisogno di portare luce e bellezza attraverso la propria creatività. Credo profondamente che l’arte sia uno degli strumenti più potenti che abbiamo. Esistono molti modi per portare valore nel mondo, ma l’arte è una vera “scatola delle meraviglie”, accessibile a tutti. È un linguaggio che permette di entrare in contatto con parti profonde di noi stessi, spesso ancora sconosciute, e allo stesso tempo migliora la nostra capacità di stare nel mondo.

Come immagina l’evoluzione di questo progetto?

Nei piani c’è la realizzazione di un podcast e di uno spettacolo teatrale che ho scritto e che stiamo cercando di portare in scena. Posso anticipare che sarà coinvolta anche una voce molto conosciuta, che parteciperà allo spettacolo e a una puntata del podcast. Stiamo inoltre valutando un servizio per trasformare poesie in canzoni, grazie alla collaborazione con una professionista del settore. Le idee sono tante: il tempo e i fondi non sempre bastano, ma passo dopo passo crediamo di poter costruire qualcosa di bello.