Diritti e Doveri

INCIDENTI SUL LAVORO: “CONOSCENZA” E “PREVENZIONE” I DUE STRUMENTI CHIAVE PER EVITARLI

25 Settembre 2026 

Del dottor Gian Piero Sbaraglia, otorinolaringoiatra

Da questa sede ci siamo sgolati da anni nel dire che l’acculturamento dei dipendenti e dei lavoratori è la forma più vera di prevenzione degli incidenti sul lavoro, soprattutto di quelli mortali. L’acculturamento forma in loro anche la coscienza di “essere prudenti”, di non lasciarsi andare a distrazioni o superficialità, in particolare quando si svolgono lavori pesanti o pericolosi. È ciò che è accaduto qualche giorno fa a Roma ad un operaio che stava controllando l’illuminazione al Colosseo. Sì, aveva i cosiddetti D.P.I. (Dispositivi di Protezione Individuale), ma – ecco la distrazione o superficialità che è al vaglio delle autorità – non aveva l’imbragatura legata alla fune di sicurezza.

Da sempre noi, laddove è stato possibile, abbiamo denunciato, con umiltà, questo tipo di inosservanza, anche con scatti fotografici che ritraevano operai nei cantieri edili qui a Roma che, in barba alle norme di sicurezza, si muovevano sulle alte impalcature senza gli obbligatori D.P.I. Ecco allora che bisogna dire BASTA!

Alle grida di una parte delle Istituzioni che, anche attraverso manifestazioni e scioperi, come avvenuto in questi giorni, credono di poter rimettere a posto la mentalità di certa parte della classe operaia che non ottempera alle leggi sulla prevenzione! Non sono le grida, non sono le manifestazioni né gli scioperi a farla finita con il problema o a risolverlo, ma la PREVENZIONE. Come sempre abbiamo detto, essa è data dalla formazione, dalla cultura della prevenzione, resa obbligatoria da leggi già esistenti, ma che DOVREBBERO ESSERE CONTROLLATE DALLE ISTITUZIONI, verificando se tale formazione viene effettivamente erogata dai datori di lavoro. Qualora dai controlli severi risultasse un esito negativo, le sanzioni dovrebbero essere pesanti.

Questa è la strada per rimettere in sicurezza gli ambienti di lavoro, non il gridare “MAI PIÙ MORTI SUL LAVORO!”, o, con accento demagogico, dire “NON SI PUÒ USCIRE DI CASA E NON TORNARE PIÙ…”, o ancora organizzare manifestazioni di piazza.

Si abbia il coraggio di far partire i cantieri o assumere dipendenti con la certezza che questi abbiano la CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE (garanzia istituita in Italia e in Europa già nel 2013), necessaria per tutelare la salute sul lavoro. Ecco dove andare a parare! Le Istituzioni si attivino per intervenire su questi aspetti con seri controlli, di certo eseguiti da persone competenti e oneste, e sanzionino coloro i quali risultino non a norma. È del tutto evidente che i controllori dovranno essere scrupolosamente verificati, onde evitare il detto latino “Quis custodiet ipsos custodes?” (Giovenale).

Da ultimo, suggeriamo ancora la presenza, nei posti di lavoro più a rischio per la salute dei dipendenti, di personale sanitario pronto a garantire il primo soccorso in caso di incidenti.

Ecco, con tutta umiltà, le proposte pratiche per la vera PREVENZIONE:

NON PAROLE, MA FATTI! QUI HABET AURES AUDIENDI, AUDIAT!