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ARTE COME CURA, DALLA VISIONE ALLA POLITICA: L’ITALIA ACCELERA SULL’INTEGRAZIONE TRA CULTURA E SALUTE

6 Maggio 2026

Con il progetto di “Cultura è Salute” siamo da sempre molto attenti al rapporto tra arte, cultura e benessere, un tema che negli ultimi anni è passato da ambito sperimentale a vera e propria prospettiva di sistema. In questo solco si inserisce anche l’intervista pubblicata da Artribune al Sottosegretario alla Cultura, Lucia Borgonzoni, che conferma come l’“arte come cura” stia diventando una priorità istituzionale.

L’intervista infatti mette in luce un passaggio fondamentale: la cultura non è più considerata un elemento accessorio, ma una risorsa con effetti concreti sulla salute e sulla qualità della vita. Borgonzoni sottolinea infatti che luoghi come musei ed attività come teatro e musica possano incidere positivamente sul benessere individuale, fino a essere riconosciute come strumenti complementari alle cure mediche.

Questo cambio di paradigma trova una formalizzazione importante nel protocollo d’intesa siglato tra Ministero della Cultura e Ministero della Salute, che introduce anche in Italia il concetto di “prescrizione culturale”: la possibilità di affiancare alle terapie tradizionali esperienze artistiche e culturali.

Un altro punto centrale emerso nell’intervista è la volontà di passare dalla frammentazione delle esperienze locali a un modello strutturato e nazionale. Per farlo, è previsto un lavoro di mappatura delle buone pratiche già esistenti, con l’obiettivo di costruire strumenti replicabili su larga scala. Non si tratta solo di una scelta culturale, ma anche strategica: diversi studi internazionali mostrano che l’integrazione tra arte e salute può ridurre il ricorso ai servizi sanitari e generare benefici economici oltre che sociali.

In questo contesto, l’intervista evidenzia come l’Italia stia cercando di recuperare terreno rispetto ad altri Paesi europei, puntando su un approccio integrato che coinvolga istituzioni, sanità, enti culturali e terzo settore. L’istituzione di un fondo dedicato alla “cultura terapeutica” rappresenta un primo passo concreto in questa direzione. In sintesi, il contributo di Borgonzoni conferma una tendenza ormai chiara: l’arte come cura non è più una suggestione, ma un ambito di policy in costruzione, destinato a incidere sempre più nei modelli di prevenzione e benessere.

Un percorso che, come dimostra dal 2018 l’esperienza di Cultura è Salute, parte da lontano, ma oggi trova finalmente un riconoscimento istituzionale e una prospettiva di sviluppo strutturale.