19 Marzo 2026 ![]()
di Vincenzo Di Spazio, medico psicosomatico e docente di Cronobiologia dello Stress Accademia Craniosacrale (Upledger Italy, Trieste)
Cosa significa Sindrome d’Anniversario?
Con sindrome d’anniversario (Anniversary Reaction/Effect, Trauma Anniversary) s’intende un fenomeno psicologico per cui una persona sperimenta disagi emotivi, fisici o comportamentali in coincidenza temporale con l’anniversario di un evento traumatico, un lutto o uno stress intenso vissuto in passato. In ambito psichiatrico il fenomeno è ben conosciuto, ma viene assimilato sul piano sintomatologico al disturbo da stress post-traumatico (PTDS); in psicologia la sindrome d’anniversario viene trattata con l’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing). La psichiatra americana Josephine R. Hilgard (1906-1989) è stata la prima negli anni Cinquanta del secolo scorso a intuire l’importanza della sindrome d’anniversario come ripetizione inconscia di un trauma familiare inelaborato. I suoi studi sono stati ripresi dalla psicologa francese Anne Ancelin Schuetzenberger (1919-2018) che ha esteso il concetto di sindrome d’anniversario ai traumi transgenerazionali, introducendo il tema della sindrome degli Antenati (Ancestor Syndrome). Chi ha invece collegato direttamente questa sindrome con la dimensione temporale è stato Ira L. Mintz (1927-1999), psicoanalista americano che ha pubblicato nel 1971 un interessante articolo dal titolo “The anniversary reaction: a response to the unconscious sense of time”. Ecco l’incipit del suo articolo pubblicato in ottobre di quell’anno: “THE ANNIVERSARY REACTION is a time-specific psychological response arising on an anniversary of psychologically significant experience which the individual attempts to master through reliving rather than through remembering.”
In altre parole, Mintz ha intuito in modo chiaro e inequivocabile l’esistenza di un senso inconscio del tempo.
Quante tipologie di Sindrome d’Anniversario si possono manifestare?
Sulla base di queste premesse storiche possiamo distinguere le diverse tipologie di sindrome d’anniversario secondo un preciso modello temporale (Di Spazio, 2026):
- Sindrome d’anniversario circadiana (attivazione dei circuiti autonomici di sopravvivenza nell’orario in cui in passato si è consumato l’evento traumatico.
- Sindrome d’anniversario circannuale (attivazione dei circuiti autonomici di sopravvivenza nel mese in cui in passato si è consumato l’evento traumatico.
- Sindrome d’anniversario anagrafica (attivazione dei circuiti autonomici di sopravvivenza all’età del Ricevente (chi è stato esposto in passato all’evento) o a quella del Donatore (la persona deceduta).
- Si aggiunge infine un’altra modalità temporale di sindrome d’anniversario che descriverò qui.
Paul Spoegler è nato il 31 marzo 1923 ed è caduto in battaglia a Leningrado il 6 GENNAIO 1944 all’età di 20 anni. La madre Barbara Spoegler è nata il 3 agosto 1890 ed è mancata il 21 GENNAIO 1961. Il padre Josef Spoegler è nato il 20 gennaio 1887 ed è mancato il 15 GENNAIO 1964. Le date di decesso dei genitori corrispondono ambedue al mese di gennaio quando hanno perso lo sfortunato figlio decenni prima. Nel caso del padre si manifesta un’altra modalità di sindrome d’anniversario: infatti si è spento esattamente 20 anni dopo la perdita del figlio (1944-1964). Questa data, 1964, è casuale o è l’esito di misteriose dinamiche temporali? Non si tratta di casualità, ma riflette in modo puntuale la durata esatta della vita di questo giovane soldato: 20 anni. Il caso menzionato mette in luce una delle basi fondamentali della cronobiologia dello stress, come cioè la sindrome d’anniversario non rappresenti soltanto una finestra temporale di maggiore vulnerabilità, ma sia in grado di portare l’organismo alla morte. Ma vediamo insieme come si legano la Sindrome d’Anniversario con i M.U.S.
Cosa s’intende con l’acronimo M.U.S.?
E’ un termine derivato dall’inglese e significa Medically Unexplained Symptoms, cioè sintomi senza evidenza clinica, un grattacapo per i medici di medicina generale, ma anche per gli specialisti.
Quali sono i sintomi tipici del M.U.S.?
Possono presentarsi sintomi come cefalea, brain fog, sindrome vertiginosa sine causa, astenia, stanchezza, calo mnestico, aritmie, colon irritabile, inappetenza, turbe del sonno, mialgie diffuse, ansia, deflessione del tono dell’umore. Si tratta di sintomi vaghi e aspecifici che incidono pesantemente sulla qualità della vita delle persone. Il disagio provato è notevole, perché i test standard risultano spesso negativi, incrementando il senso di frustrazione.
Sindrome d’Anniversario o Adjustment Disorder?
Con il termine di Adjustment Disorder s’intende un disordine caratterizzato da una estrema e virulenta reazione emotiva dinanzi ai diversi stressori. Se questo disordine sorge improvvisamente senza apparenti cause scatenanti possiamo sospettare l’attivazione di una sindrome d’Anniversario. Per lo stesso motivo è possibile l’insorgenza di sintomi vaghi e aspecifici (M.U.S.) a una determinata età o quando la costellazione sintomatologica si ripresenta con regolarità in un determinato mese dell’anno.
Diagnosi e terapia
Cosa fare in questi casi? Fondamentale è una corretta anamnesi biografica della persona, ma anche la ricerca nella famiglia di origine di eventi traumatici anche lontani nel tempo (suicidi, omicidi, dissesti finanziari, aborti, morti traumatiche, antenati emarginati e dimenticati dal clan familiare, etc.). Sulla base di queste informazioni espongo il caso clinico di un ragazzo di 28 anni che soffre di disfagia idrofobica; in altre parole il paziente ha grandi difficoltà di deglutizione di cibo solido, ma anche di semplice acqua che non riesce ad introdurre (solo succhi di frutta, ma non acqua). Il ragazzo è depresso e preoccupato, ha perso notevole peso e teme ogni giorno il momento in cui deve alimentarsi o introdurre liquidi. Grazie alla “confessione” della madre viene alla luce un evento traumatico (segreto familiare o non detto secondo Schuetzenberger): il bisnonno materno del ragazzo si è suicidato nei primi anni Sessanta del secolo scorso, annegando in un canale (ecco perché in questo caso l’acqua rappresenti uno stressore eccezionale). La figlia di questo Antenato, nonna del ragazzo aveva 28 anni quando è accaduto il tragico evento (la stessa età di comparsa dei sintomi disfagici nel ragazzo). Il riconoscimento consapevole di questo accadimento traumatico rappresenta il primo passo verso il percorso di guarigione; l’aiuto di tecniche psicoterapiche (EMDR, Tecniche di calibrazione vagale, etc.) e di sostegno farmacologico possono intervenire in modo positivo in questi casi.
