11 Maggio 2026 ![]()
Anche in Italia stanno crescendo le esperienze che uniscono salute, natura e benessere attraverso forme di “prescrizione sociale”. Tra queste ci sono i giardini terapeutici realizzati dal vivaista e paesaggista Andrea Mati, progetti di cui abbiamo parlato anche in un approfondimento all’interno de “La voce dei medici”. L’idea di fondo è che il contatto con il verde, il paesaggio e le attività legate alla natura possa diventare parte integrante di un percorso di cura e rigenerazione psicofisica.
In questo contesto si inserisce uno studio pubblicato sulla rivista Medical Humanities, che indaga le radici storiche delle cosiddette “green prescriptions”, le prescrizioni verdi, una forma di prescrizione sociale oggi sempre più diffusa soprattutto nel mondo anglosassone. Le prescrizioni sociali comprendono una serie di interventi destinati a pazienti per i quali le cure mediche tradizionali possono non essere sufficienti. Le “green prescriptions” rappresentano una loro declinazione specifica e includono attività basate sul rapporto con la natura, come il giardinaggio terapeutico, il forest bathing o la cura degli spazi verdi.
Lo studio ricostruisce la storia di queste pratiche in Gran Bretagna attraverso fonti storiche, articoli medici e manuali sanitari tra XIX e XX secolo. Secondo gli autori, l’uso terapeutico dell’orticoltura non nasce tanto dalle antiche tradizioni naturali o orientali, quanto piuttosto dall’esperienza delle istituzioni mediche moderne sviluppatesi tra Settecento e Ottocento. In particolare l’articolo analizza il ruolo del giardinaggio nei sanatori per la tubercolosi, dove le attività all’aria aperta venivano inizialmente introdotte anche per ragioni pratiche ed economiche. Solo successivamente queste esperienze iniziarono a essere considerate vere e proprie terapie, capaci di migliorare il benessere fisico e mentale dei pazienti.
Secondo gli autori questa storia aiuta a comprendere meglio anche le moderne prescrizioni verdi e il crescente interesse verso una medicina che integri ambiente, relazioni sociali e qualità della vita. Una prospettiva che oggi trova spazio anche in Italia, dove progetti di giardini terapeutici e percorsi culturali legati alla salute stanno cercando di ricomporre il legame tra cura, humanitas e natura.
