30 Settembre 2025 ![]()
Ad agosto 2025 il Ministero della Salute ha nominato i nuovi membri del NITAG, il comitato tecnico consultivo nazionale sulle vaccinazioni, includendo due figure note per posizioni critiche sui vaccini. La decisione ha provocato immediate proteste da parte della comunità scientifica e dell’opinione pubblica, che hanno denunciato incoerenze e possibili conflitti di interesse. Sotto la pressione crescente, il ministro Orazio Schillaci ha revocato tutte le nomine, azzerando di fatto il comitato.
A oggi il NITAG non è ancora stato ricostituito e il confronto sulle modalità con cui garantirne trasparenza e credibilità resta aperto.
«Non si può invocare il pluralismo delle idee quando si tratta di salute pubblica: sulle evidenze scientifiche non si discute»
«La libertà di esprimere il proprio parere deve essere tutelata anche in campo medico; solo dal confronto nascono progresso e fiducia»
TU CHE NE PENSI?
Non mi sembra proprio che il principio relativo a un confronto scientifico ci sia stato durante il periodo della pandemia covid. Per quello che riguarda le vaccinazioni infantili credo che debbano essere fatte una alla volta, controllando poi l’assetto immunitario dei bambini e soprattutto visitandoli prima di ogni vaccinazione accuratamente, spiegando con cura ai genitori quali possono essere gli effetti collaterali e i benefici dei vaccini.
Stefano Fabroni, terapista del dolore
La Scienza non è democratica, 2+2 fa sempre 4, anche se la maggioranza dice qualunque altro numero.
Emanuele Mossuto, dermatologo
Ho effettuato la seconda dose per il vaccino covid. Successivamente ho lamentato disturbi alle gambe e mi sono rifiutato di praticare la terza dose. Sono stato sospeso dall’ordine, pagato regolarmente l’iscrizione. Ho chiuso lo studio con danni per me e la mia famiglia. Sono attualmente ancora iscritto e pago regolarmente.
Attilio Barbisoni, medico psicoterapeuta
Posso solo affermare che i vaccini sono utilissimi per difenderci da microbi che sicuramente possono arrecarci complicazioni anche mortali. Quindi sono importanti tutti i vaccini obbligatori e consigliati sin dalla nascita con i relativi richiami. Non sono d’accordo con quelli che ci hanno imposto durante la pandemia del Covid o meglio erano utili le prime due dosi, ma dalla terza dose in poi è stato un abuso considerato che il virus era cambiato e i vaccini erano sempre gli stessi.
Carmelo Purpura, medico legale
Ho avuto modo di seguire l’evoluzione della malattia Covid fin dall’inizio, nel dicembre 2019. Allora seguivo una CRA a Faenza e nel gennaio 2020, su più di 50 anziani, che erano risultati positivi al Covid, ne è morta solo una per problemi cardiaci e non infettivi. Poco dopo ci fu la strage in Val Seriana con più di 40 morti al giorno. Tutti presentavano lesioni cutanee simili ai sopravvissuti di Nagasaki e tutti furono cremati a Bologna senza essere mostrati ai parenti. Questo mi ha sempre fatto sospettare che quelle morti dipendessero da una esposizione a materiale radioattivo e che sia stata coperta la causa dal Covid. Il materiale radioattivo, proveniente dall’Ucraina, era stato sbarcato nel porto di Ravenna attraverso navi che trasportavano barre di uranio impoverito per la nostra industria bellica e per la costruzione di bombe penetranti. L’uranio impoverito viene utilizzato anche per zavorrare le chiglie delle barche a vela da competizione, poiché pesa 10 volte in più del piombo (in fondo alla val Seriana ci sono i cantieri di Luna Rossa). Il trasporto di queste barre avvenne con il massimo segreto, come ha voluto Mario Monti, su furgoni privi di qualsiasi segnale di pericolo. Cosa sia successo ad uno di questi furgoni che trasportavano queste barre di uranio, non lo so. Ecco che quindi dico che la polemica fra i no-vax è, per me, priva di significato reale e serve più che altro a coprire le responsabilità della nostra industria bellica per le morti italiane. Le conseguenze di questo commercio sono molto più drammatiche e vaste.
Pio Suprani, medico dello sport
I vaccini sono utili personalizzando la terapia e valutando i singoli casi, ma la comunità va difesa.
Giovanni Ricevuti, medico internista
Le due opinioni sono, a parere mio, mal riportate. Dobbiamo prima definire sia le “evidenze scientifiche” sia il “parere personale”. Le evidenze scientifiche su un farmaco dovrebbero essere basate sulla sperimentazione sulla sperimentazione su volontari malati ed in doppio cieco. Per i vaccini si dovrebbe, al contrario, testare il farmaco sui malati, scelti in modo random, su un buon numero ed in doppio cieco. Questo ovviamente prima di raccogliere i dati in maniera attiva nel post marketing per valutare eventuali effetti collaterali, efficacia nel grande numero e nel tempo, efficacia contro la resistenza e la mutazione di virus o batteri. Vaccino anti influenzale: non c’è nessuna prova scientifica, ma solo tre ceppi disattivati di virus passati che dovrebbero, con una probabilità esigua, stimolare l’organismo contro l’influenza che verrà a distanza di qualche mese dalla preparazione. Per il Covid, virus appartenente alla classe dei virus del raffreddore, quindi estremamente mutabile, non c’è nessuna prova scientifica pre marketing e anche quella post market è stata estremamente carente, sicuramente quella attiva è mancata. I “no vax” potevano essere usati proprio come popolazione di confronto invece di imporre loro una vaccinazione obbligatoria giustificata da un “effetto massa” che non ha nessun valore scientifico. Se colleghiamo, però, la ricerca scientifica alla struttura sociale, tendenza che prevale negli ultimi anni, forse intuiamo bene i motivi di scelte ed atteggiamenti in voga intorno a queste vaccinazioni. Purtroppo la scienza sociale sembra strutturarsi sempre meno nel favorire la massa critica, parte vitale della popolazione, preferendo la semplificazione dell’autoritarismo.
Claudio Capponi, pneumologo
Tutte le varie e numerose vaccinazioni effettuate per me e per tutti i miei famigliari sono state ottimali, senza nessuna conseguenza negativa. Pertanto sia dal punto scientifico che i risultati in pratica, ritengo ottimali e di continuare sulla strada della ricerca scientifica. Vera arma contro le varie malattie virali.
Giorgio Righetti, medico ostetrico-ginecologo in pensione
Non si tratta di esprimere un parere, ma di esprimere un parere motivato. Questo non può essere impedito. Il professor Bellavite ha scritto più lavori sui vaccini in genere, sulla obbligatorietà dei vaccini, sulla tempistica e sulla modalità con cui sono somministrati, sugli effetti della proteina Spike etc. Credo che il confronto debba essere quanto più aperto, ne va della salute dei bambini.
Lina Pavanelli, professoressa anestesista
Non sono in grado di esprimere un parere sui vaccini covid, ma ritengo quei vaccini più simili a dei farmaci, in quanto non danno alcuna immunità duratura. Gli altri vaccini, quelli classici, invece, hanno contribuito a debellare malattie tremende, iniziando da quello favoloso della poliomielite. Non sono d’accordo invece a somministrare ai bambini più vaccini insieme, alla volta, in quanto non sono proprio scevri da reazioni secondarie terribili ed anche perché hanno un sistema immunitario ancora non completamente formato.
Giuseppe Varlaro, ortopedico
Penso che non si dovrebbe agire per avere voti. La politica non dovrebbe interferire con la scienza.
