Pareri a confronto

INFORMARE I PAZIENTI SUI RISCHI ESTIVI SIGNIFICA FARE PREVENZIONE EFFICACE

25 Luglio 2025

Il grande maestro di medicina e di vita Bernardino Ramazzini (1633-1714) ne fece una campagna di prevenzione con la sua raccomandazione: «Meglio prevenire che curare». È la testimonianza della sua vocazione preventiva che il Maestro suggerisce di riversare all’osservazione e allo studio dei comportamenti dell’individuo, consapevole della necessità di evitare gli estremi di ogni genere, raccomandando costantemente moderazione. Suggerisce, inoltre, nella sua Opera omnia medica et physiologica indicazioni che esprimono la necessità di seguire uno stile di vita equilibrato, punto fisso per una sicura prevenzione e per comprendere l’associazione tra ambiente e salute, sospettando l’origine ambientale di ogni forma morbosa e, di conseguenza, assumere comportamenti misurati e sobri, ispirati ad interventi a difesa della salute, suggerendo poi pratiche orientate alla promozione della salute stessa.   

È così che in questo periodo di ferie estive vogliamo mettere l’accento sull’importanza, soprattutto per la prevenzione, della divulgazione ai nostri pazienti dei possibili rischi per la propria salute e quella degli altri.        

Cominciamo col dire che l’ambiente in cui si è scelto di trascorrere il periodo di ferie va ben conosciuto sotto l’aspetto di probabile fautore di patologie. Prendiamo, ad esempio, l’ambiente marino scelto da chi ama l’acqua e il sole. Frequenti sono gli episodi di otalgia causati da chi fa il bagno, magari, tuffandosi o andando sott’acqua: essi sono dati sia dal cambiamento improvviso della temperatura corporea che fuori dell’acqua è comunque più elevata rispetto all’acqua stessa del mare sia alla variazione della pressione endoauricolare che si verifica, non a tutti, per mancato compenso della pressione endotimpanica rispetto a quella esterna per via delle immersioni o soltanto per l’improvviso cambio di temperatura corporea. L’equilibrio tra pressione endoauricolare e pressione esterna è quello chiamato in causa per gli aviatori, che quando non si verifica, creando così il classico ovattamento dell’orecchio, può realizzare la cosiddetta Otopatia Barotraumatica, con seri disturbi auricolari fino alla perforazione traumatica della membrana timpanica che causa, oltre all’otorragia e all’otalgia, un sintomo assai più pericoloso, specie per i piloti in volo, ossia la Sindrome Vertiginosa, con la conseguente perdita della spazialità. A questo proposito ci piace ricordare che Enzo Maiorca, noto apneista italiano, che perse un tentativo di record di apnea nel settembre del 1974 a causa proprio di una otite durante l’immersione. Ma tutto il sito rino-faringo-laringeo, cioè le vie aeree superiori, possono essere coinvolte. Quindi massima attenzione a quando si fa il bagno sia al mare che in piscina: si presti attenzione alla temperatura corporea, ma soprattutto a non fare tuffi specie se ci si sente con un po’ di catarro nelle vie aeree superiori. Altra attenzione va posta alla regione nasale la cui mucosa, a contatto con l’acqua marina, può subire irritazione procurando una “mucosite” con secrezione catarrale e facili episodi di epistassi. Prudenza vorrebbe, prima di immergersi, di istillare nel naso, a mo’ di protezione, gocce nasali di tipo oleoso-balsamiche, utili anche a tenere funzionante la Tuba di Eustachio che dal naso contribuisce ad equilibrare la pressione endotimpanica.

Altro piccolo accorgimento non da tutti apprezzato o conosciuto è il masticare una chewing gum o gomma americana dal momento che la masticazione e la deglutizione aiutano i suoi muscoli – il muscolo tensore del velo palatino e il muscolo elevatore del velo palatino – alla sua apertura e chiusura, così da riequilibrare la pressione endotimpanica. Altri episodi patologici facilitati dall’ambiente marino sono quelli riferiti anche alle basse vie respiratorie (tosse, bronchiti, polmoniti), dati sicuramente dai facili cambiamenti della temperatura corporea, che può passare dal caldo esagerato ad un fresco gradevole, ma non buono per il fisico quando ci si immerge.         

Per non parlare delle irritazioni cutanee dovute alla esposizione ai raggi solari che andrebbero prevenute con adeguate protezioni solari. Il discorso vale anche per il clima di montagna che, a causa delle escursioni di temperatura, può sottoporre il fisico a traumi calorici improvvisi con relative patologie delle vie aeree o anche intestinali.

Chiudiamo questa rassegna di patologie estive, con la raccomandazione di stare attenti anche all’alimentazione. Infatti spesso siamo portati, durante le ferie, a fare degli sgarri alimentari che poi si ripercuoteranno sull’apparato digestivo con conseguenze anche sul sistema metabolico. Tutto ciò dovrebbe essere fatto presente ai nostri pazienti che sono in procinto di andare in ferie, così da aggiornali su come prevenire eventuali episodi amari per la propria salute durante il periodo di riposo.

Dott. Gian Piero Sbaraglia
MEDICO CHIRURGO
Spec. In Otorinolaringoiatria
già Primario Otorinolaringoiatra,
C.T.U. del Tribunale Civ. e Pen. di Roma
Direttore Sanitario e Scientifico Centro di Formazione
BLSD-PBLSD – Accreditato ARES 118-Lazio e IRC, 
Misericordia di Roma Centro ONLUS – ROMA