5 Marzo 2026 ![]()
L’ultimo modulo del master “Poetica” dedicato alla Scrittura, in programma a Nemi (RM) dal 17 al 19 aprile 2026, rappresenta un approdo e al tempo stesso un rilancio del percorso formativo: la parola come spazio di consapevolezza, strumento professionale e gesto creativo capace di trasformare l’esperienza della cura.
Ad aprire il modulo è il Prof. Fabrizio Consorti con una riflessione su “Letteratura e cura di sé”: la parola scritta viene proposta non solo come esercizio culturale, ma come pratica formativa capace di strutturare il pensiero, affinare l’ascolto interiore e sostenere la crescita personale e professionale. Scrivere significa prendere distanza, rileggere l’esperienza, attribuire senso.
La Dott.ssa Giorgia Protti, con la presentazione del volume “La giusta distanza dal male”, introduce il tema cruciale dell’equilibrio emotivo nella professione di cura: la scrittura diventa uno spazio in cui elaborare il dolore incontrato, senza esserne travolti, coltivando quella ‘giusta distanza’ che protegge e rende più autentica la relazione terapeutica.
Con la Dott.ssa Gaia Saini, Presidente OMCeO di Ravenna, il modulo si apre alla dimensione della rete e del territorio attraverso “Effetto Dante”: la parola poetica come motore di comunità, come occasione per costruire connessioni tra professionisti, istituzioni culturali e realtà sanitarie. La scrittura non è solo esercizio individuale, ma infrastruttura relazionale capace di generare salute nei territori.
La Prof.ssa Francesca Caprioli approfondisce il tema de “La scrittura che cura”, mostrando come il gesto narrativo possa diventare strumento di consapevolezza, rielaborazione e trasformazione, tanto per chi scrive quanto per chi legge. La narrazione restituisce ordine al vissuto, rende comunicabile l’esperienza, favorisce empatia.
La dimensione performativa della parola è esplorata dalla Dott.ssa Betta Cianchini, che propone la scrittura teatrale come “drammaturgia della professione”: mettere in scena il proprio ruolo, le sue tensioni e i suoi paradossi, permette di riconoscerli, attraversarli e rinnovarli. La professione diventa testo, dialogo, scena condivisa.
Con il Dott. Andrea Bernetti, la scrittura incontra il linguaggio cinematografico: “scene e sceneggiature” insegnano a costruire narrazioni visive, a selezionare l’essenziale, a dare ritmo e struttura al racconto. Anche nella pratica clinica, saper ‘montare’ le storie significa orientarsi tra frammenti di esperienza e restituire coerenza.
Il laboratorio della Dott.ssa Daniela Di Renzo, “La professione cantata”, amplia ulteriormente l’orizzonte: la scrittura si fa teatro-canzone, intreccio di parola, musica ed espressione corporea. È un’esperienza che coinvolge la dimensione emotiva e relazionale, offrendo ai partecipanti uno spazio creativo per rileggere il proprio ruolo con leggerezza e profondità.
Chiude il percorso la Dott.ssa Antonella Viggiani con “Sinergie per il benessere”: progettare e costruire reti tra Arte e Sanità significa tradurre l’esperienza formativa in azione concreta. La scrittura diventa allora anche progettazione, capacità di dare forma condivisa a visioni e collaborazioni.
Il modulo si completa con l’evento serale “Roma Nostra” in concerto, con Roxana Ene e Franco Pietropaoli, in una rilettura raffinata della canzone romana tradizionale. Un momento che ricorda come ogni territorio custodisca una propria narrazione musicale e culturale: ascoltarla e valorizzarla è parte integrante di una salute intesa come esperienza collettiva.
In questo ultimo modulo, la scrittura emerge come gesto etico e professionale: strumento di cura di sé, ponte verso l’altro, fondamento di reti e comunità. Un esercizio di parola che non si limita a raccontare la professione, ma la trasforma, restituendo respiro, senso e profondità a chi si prende cura.
LE ISCRIZIONI AL 5° MODULO DI POETICA SONO APERTE!
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