11 Settembre 2026 ![]()
La musica può diventare uno strumento importante anche nella formazione dei futuri medici. A suggerirlo è uno studio condotto alla Flinders University, in Australia, e pubblicato sulla rivista scientifica Medical Teacher, che ha analizzato gli effetti dell’inserimento della pratica musicale all’interno del curriculum di Medicina.
La ricerca ha preso in esame l’esperienza di sei coorti di studenti del secondo anno, tra il 2018 e il 2023, che hanno partecipato all’insegnamento semestrale “Music for Health”, un’attività elettiva orientata alla pratica e all’esecuzione musicale. Lo studio ha utilizzato una metodologia mista: da una parte un questionario rivolto agli studenti delle coorti 2021-2023, dall’altra l’analisi di riflessioni scritte dagli studenti che avevano frequentato il corso tra il 2018 e il 2020.
I risultati mostrano una percezione ampiamente positiva dell’esperienza. Più dell’80% degli studenti che hanno risposto al questionario ha riferito benefici sulla propria salute mentale e sul benessere psicologico, mentre percentuali analoghe hanno indicato un miglioramento delle capacità di comunicazione e di lavoro in équipe. In particolare, l’86% ha riconosciuto un effetto positivo sulla propria salute mentale, mentre l’81% ha dichiarato di essere diventato un componente migliore del gruppo e di aver sviluppato maggiori capacità comunicative.
L’analisi qualitativa delle esperienze ha fatto emergere sei temi principali: il potenziale terapeutico della musica; il benessere personale e la salute mentale; le emozioni e la connessione umana; le competenze trasferibili; il rapporto personale con la musica; e il senso di appartenenza e collaborazione sviluppato attraverso il fare musica insieme.
Proprio la dimensione collettiva sembra avere un ruolo particolarmente significativo. Suonare insieme richiede ascolto, coordinamento, capacità di adattarsi agli altri e problem solving condiviso. Allo stesso tempo, affrontare l’esecuzione musicale e la relativa ansia da prestazione in un ambiente sostenuto dal gruppo può aiutare gli studenti a sviluppare maggiore adattabilità e capacità di gestire la pressione.
Ma i possibili benefici non riguardano soltanto la vita dello studente. Secondo gli autori, il coinvolgimento nella musica può contribuire anche a far comprendere meglio la dimensione sociale ed emotiva della medicina. In particolare, le esperienze musicali a contatto con i pazienti possono modificare la relazione studente-paziente, favorendo una connessione più personale e aiutando i futuri medici a riconoscere il valore delle emozioni e delle esperienze individuali nella pratica clinica.
Lo studio si inserisce così nel campo delle Medical Humanities, proponendo una prospettiva sulla formazione medica che va oltre l’acquisizione di conoscenze e competenze strettamente cliniche. L’arte e la musica possono diventare occasioni per lavorare sul benessere del futuro professionista, ma anche su quelle competenze relazionali e collaborative che sono fondamentali per una medicina realmente centrata sulla persona.
Fonte: Orchard AR, Sitoh J, Wyatt A, Moore M. Curriculum-integrated music practice enhances medical student well-being and interpersonal skills. Medical Teacher, 2026. DOI: 10.1080/0142159X.2026.2712425.
