11 Settembre 2026 ![]()
La prescrizione sociale potrebbe contribuire, nel medio periodo, a un utilizzo più appropriato dei servizi sanitari. È quanto emerge da uno studio pubblicato su eClinicalMedicine che ha analizzato gli effetti del programma nazionale introdotto in Inghilterra nel 2019, valutandone l’impatto sul ricorso alle cure e sui relativi costi.
La ricerca ha utilizzato i dati del database CPRD Aurum, confrontando 168.699 persone indirizzate a un professionista della prescrizione sociale con oltre 1,3 milioni di pazienti utilizzati come gruppo di controllo. L’obiettivo era capire se l’inserimento della prescrizione sociale nel percorso assistenziale modificasse nel tempo il ricorso ai servizi sanitari.
I risultati mostrano un andamento interessante. Nei primi sei mesi dopo l’invio alla prescrizione sociale, i pazienti hanno registrato circa il 24% di contatti sanitari in più rispetto al gruppo di controllo. L’incremento ha riguardato soprattutto le visite di medicina generale e le prestazioni ambulatoriali elettive.
Un dato che, però, tende a ridimensionarsi con il passare del tempo. A un anno dall’invio, infatti, la differenza nell’utilizzo complessivo dei servizi sanitari si era notevolmente ridotta, fino a diventare minima. Nello stesso periodo, i pazienti coinvolti nella prescrizione sociale hanno effettuato anche leggermente meno visite dal medico di medicina generale rispetto ai controlli.
Il risultato suggerisce quindi che la prescrizione sociale potrebbe richiedere un certo periodo di tempo prima di produrre eventuali effetti sul ricorso all’assistenza sanitaria. L’aumento iniziale dei contatti potrebbe essere legato anche alla fase di presa in carico e alla necessità di intercettare bisogni che non riguardano esclusivamente la salute in senso stretto.
Dalla cura della malattia alla persona
La prescrizione sociale nasce proprio dall’idea che alcuni determinanti della salute non siano riconducibili a una patologia o a un trattamento farmacologico. Solitudine, isolamento sociale, difficoltà economiche, condizioni abitative, disoccupazione o scarsa partecipazione alla vita della comunità possono infatti incidere sul benessere e sulla salute delle persone.
Attraverso il collegamento con risorse e attività presenti nella comunità – dalle associazioni alle attività culturali e artistiche, fino ai gruppi sociali e alle iniziative per il benessere – il paziente può essere accompagnato verso interventi complementari alla cura sanitaria tradizionale.
In questo senso, la prescrizione sociale rappresenta uno dei modelli più interessanti di medicina centrata sulla persona: non sostituisce le cure mediche, ma prova ad ampliare il percorso assistenziale includendo anche la dimensione sociale, relazionale e comunitaria.
Servono dati integrati
Gli autori sottolineano tuttavia la necessità di sistemi informativi più integrati per comprendere pienamente l’efficacia della prescrizione sociale e il suo impatto economico. Per valutare correttamente questo tipo di intervento non basta infatti misurare il numero di visite o di prestazioni sanitarie: occorre poter seguire nel tempo anche gli interventi ricevuti, il livello di partecipazione e gli esiti sulla salute e sul benessere.
Lo studio offre quindi un’indicazione importante ma non conclusiva: la prescrizione sociale non sembra ridurre immediatamente il ricorso ai servizi sanitari, mentre nel medio periodo potrebbe favorire un utilizzo più appropriato delle risorse. Per capire quanto questo modello possa incidere realmente sulla salute delle persone e sui costi del sistema sanitario saranno necessari ulteriori studi e dati più completi.
Fonte: eClinicalMedicine, studio sull’impatto della prescrizione sociale sull’utilizzo dei servizi sanitari e sui costi in Inghilterra dopo l’introduzione del programma nazionale nel 2019. DOI: 10.1016/j.eclinm.2026.103553.
