Pareri a confronto

C’È TROPPA VIOLENZA PERCHÉ C’È POCA “VIOLENZA”

2 Aprile 2026

Di Massimo Lanzaro, Dirigente Medico di Psichiatria, Psicoterapeuta, saggista e divulgatore scientifico. È stato Primario al Royal Free Hospital di Londra.

Cos’è in fondo la violenza? A volte è premeditata, altre è il prevalere degli istinti, il mancato riconoscimento della differenza tra rispondere e reagire, che risiede nella consapevolezza e nel tempo di elaborazione: reagire è un atto impulsivo, istantaneo e difensivo a uno stimolo, spesso guidato dalle emozioni (non razionalizzate; potremmo definire questo un pattern esternalizzante patologico o non adattativo). Rispondere è, invece, una scelta intenzionale, ponderata e mirata a risolvere la situazione, che intercorre tra lo stimolo e l’azione. Ecco una breve sintesi dei quattro diversi pattern utilizzati in psicologia dello sviluppo per descrivere modi di esprimere e gestire il disagio emotivo e comportamentale. 

DimensionePattern Esternalizzante SanoPattern Esternalizzante PatologicoPattern Internalizzante SanoPattern Internalizzante Patologico
DefinizioneEspressione diretta e consapevole di emozioni e bisogni; energia orientata all’azione.Espressione impulsiva e incontrollata di emozioni verso l’esterno, con scarsa regolazione.Capacità di introspezione, riflessione e autocontrollo emotivo.Interiorizzazione eccessiva del disagio, tendenza a rivolgere le emozioni contro se stessi.
Emozioni prevalentiRabbia sana, entusiasmo, determinazione, energia vitale.Rabbia, frustrazione, irritabilità, senso di sfida.Serenità, empatia, cautela, sensibilità.Ansia, colpa, tristezza, paura, vergogna.
Modalità di espressioneComunicazione assertiva, azione costruttiva, problem solving.Aggressività, disobbedienza, impulsività, opposizione.Riflessione, ascolto, elaborazione interiore.Inibizione, ritiro, silenzi prolungati, evitamento.
Comportamenti osservabiliDifendere i propri limiti, discutere in modo costruttivo, chiedere aiuto.Rompere regole, fare scenate, bullizzare, rischiare troppo.Scrivere, pensare prima di agire, osservare.Isolarsi, preoccuparsi, rimuginare, piangere in solitudine.
Effetti relazionaliRelazioni chiare, leadership positiva, presenza attiva nel gruppo.Conflitti, scontri, rifiuto sociale, tensione costante.Relazioni empatiche e profonde, fiducia.Dipendenza affettiva, difficoltà a esprimere bisogni, evitamento sociale.
Esempi clinici (nei casi gravi)Disturbo Oppositivo-Provocatorio, Disturbo della Condotta, tratti antisociali.Disturbi d’Ansia, Disturbi Depressivi, Disturbo Evitante o Fobico.
Funzione adattiva (quando sano)Proteggere i propri diritti, affermare l’identità, ridurre lo stress con l’azione.Regolare l’emotività, favorire l’autocomprensione, promuovere la calma.
Rischio se non equilibratoDominanza, bassa empatia, conflittualità cronica.Condotta antisociale o pericolosa.Passività, eccessiva prudenza o chiusura emotiva.Depressione, ansia, rimuginazione, autosvalutazione.

A quanto pare le cause dell’incremento della violenza tra i giovani, parallele alla tendenza ad “esternalizzare” siano complesse e spesso interconnesse tra loro, oltre a rappresentare una delle sfide di salute pubblica e sicurezza più complesse del decennio. L’analisi dei dati globali e nazionali (aggiornati al 2026) rivela un quadro alquanto allarmante, caratterizzato da un’evoluzione nelle modalità e nell’intensità della violenza giovanile.

I risultati principali indicano:

  • Aumento della letalità e dell’uso di armi: Negli Stati Uniti, gli omicidi perpetrati da minorenni sono aumentati del 65% tra il 2016 e il 2022, con un incremento del 21% nell’uso di armi da fuoco e del 23% nelle lesioni gravi alle vittime. counciloncj.org
  • Impatto dei Social Media: L’uso problematico e la dipendenza dai social media (SMA) sono longitudinalmente associati a un aumento dei comportamenti aggressivi negli adolescenti pmc.ncbi.nlm.nih.govonlinelibrary.wiley.com contribuendo a danni su scala di popolazione. worldhappiness.report
  • Dinamiche in Italia: Tra il 2022 e il 2023, le segnalazioni di minori denunciati o arrestati per violenza sessuale in Italia hanno registrato un incremento dell’8,25%. acamh.onlinelibrary.wiley.com
  • Fattori di rischio emergenti: La privazione del sonno (il 77% degli studenti liceali statunitensi dorme 7 ore o meno) pmc.ncbi.nlm.nih.gove le difficoltà economiche frontiersin.orgcambridge.org agiscono come potenti catalizzatori per i comportamenti esternalizzanti.
  • Nuove tattiche criminali: Le reti criminali organizzate in Europa sfruttano sempre più la “gamification” e le app di messaggistica per reclutare minori. publichealth.jmir.org
  • Alessitimia e anassertività: L’alessitimia è l’incapacità o la marcata difficoltà nel riconoscere, identificare ed esprimere verbalmente le proprie emozioni e quelle altrui, nota anche come analfabetismo emotivo. Non è una malattia, ma un tratto della personalità o un disturbo della regolazione emotiva caratterizzato da uno stile di pensiero orientato all’esterno e una ridotta vita immaginativa. L’anassertività è l’incapacità di esprimere pensieri, idee e bisogni in modo diretto e rispettoso, collocandosi ai lati opposti dell’assertività: passività (sottomissione) o aggressività (prevaricazione). 

Facciamo un esempio.

“Non posso più vivere una vita così. Una vita piena di ingiustizie, mancanza di rispetto e banalità, quindi ho deciso che la soluzione perfetta è prendere in mano la situazione (desiderio di assertività)”, scriveva il 13enne che mercoledì 25 marzo 2026 è arrivato nella scuola media di Trescore Balneario (Bergamo) con pantaloni mimetici e una maglietta con la scritta “vendetta” e, riprendendo tutto in diretta su Telegram con il suo cellulare, ha accoltellato Chiara Mochi, sua professoressa di francese. “Sono giunto alla conclusione che non posso più vivere una vita così. Una vita piena di ingiustizie, mancanza di rispetto e banalità, ne sono stanco, quindi ho deciso che la soluzione perfetta è prendere in mano la situazione (evidentemente non parlandone, esprimendo le sue emozioni e la sua rabbia in maniera e nei contesti appropriati). Ucciderò la mia insegnante di francese. La scelta non è casuale, è mirata, le piace prendermi di mira, umiliarmi davanti a tutti, fare commenti cattivi, battute non divertenti e giustificare la violenza contro di me anche quando ero chiaramente la vittima”. È quanto si legge nel manifesto che l’agenzia di stampa LaPresse ha avuto modo di visionare. “Quando sono stato preso a pugni da un ragazzino magrolino non ho reagito (in senso lato la mancanza di “reazione” è un punto chiave), gli insegnanti non se ne sono nemmeno accorti, ed erano due, ho dovuto andare da loro e raccontare cosa era successo, e questo evidenzia quanto la scuola stia fallendo. Quando la mia insegnante di francese ha avuto l’audacia di dire che me lo meritavo, il preside non ha fatto nulla (tentativo di comunicare qualcosa andato a vuoto), è rimasta impunita per una cosa così grave”, scriveva il giorno prima dell’aggressione. Queste sono le mancanze a cui alludo nel titolo: se ci si fa caso le cose nel “manifesto” sono divise in buone/cattive, giustizie/ingiustizie, senza ulteriore elaborazione, senza gamme di grigio e senza nessuna menzione degli aspetti emotivi, a fronte di quella che deve essere stata, si presume, una forte sofferenza. Analogamente non è difficile ipotizzare l’incapacità di esprimere pensieri, e bisogni in modo diretto e rispettoso ma assertivo, collocandosi ai lati opposti dell’assertività: passività (sottomissione) iniziale, che si è poi tramutata in aggressività e quindi violenza. Questo caso è un buon (tragico) esempio di quello che intendo quando dico che c’è troppa violenza perché c’è poca “violenza”.

Orientamenti di prevenzione e intervento reperiti in letteratura

Interventi precoci in famiglia: sostegno educativo, programmi di genitorialità positiva, consulenza familiare.

Contesto scolastico: programmi antibullismo, formazione su gestione del conflitto, supporto psicologico scolastico, opportunità educative e sportive alternative.

Comunità e opportunità: rafforzare reti sociali, attività extracurriculari, mentoring, opportunità di lavoro per giovani.

Salute mentale: accesso facilitato a servizi di salute mentale, screening precoce e interventi mirati.

Relazioni familiari e comunicazione: promozione di competenze sociali ed emotive (riuso di social-emotional learning).

Media e alfabetizzazione digitale: educazione alla cittadinanza online, gestione dell’esposizione a contenuti violenti.