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AL TEATRO SANTA CHIARA AL CASALETTO DI ROMA LO SPETTACOLO TEATRALE “LA VERITÀ DI FREUD” 16 E 17 MAGGIO

27 Aprile 2026

di Ermanno Gioacchini, psichiatra

In uno studio che assomiglia più a un ring che a un salotto, ma subito dopo anche in un vero salotto, Freud non è il solito guru della psiche, ma un uomo brillante, ironico, stanco e combattuto. Il padre della psicoanalisi si ritrova a dover difendere le sue idee in un’epoca che preferisce etichette comode e risposte già pronte. E allora ecco che la scena si riempie di voci, personaggi e visioni: dal Super-Io rigido e pignolo che vuole tenere tutto sotto controllo, che giudica, zittisce e censura; all’Es, un vulcano di desideri, immagini e pensieri che chiedono solo di essere ascoltati. Al centro l’Io: piccolo equilibrista tra regole e sogni, tra il bisogno di ordine e la voglia di libertà. È proprio lì che la commedia diventa riflessione e il pensiero vuole farsi leggero senza perdere profondità, nella drammaturgia di Stefania De Ruvo che ringraziamo. Con ritmo, ironia e momenti di stupore, lo spettacolo ci invita a guardare dentro di noi con un sorriso, a riconoscere le nostre parti in lotta e a scoprire che la creatività non è mai disobbedienza fine a se stessa, ma il coraggio di dare voce a ciò che non abbiamo imparato ad ascoltare. In fondo, una storia che è più attuale che mai: perché tutti, ogni giorno, siamo chiamati a scegliere se vivere di paura e conformismo, o se rischiare di essere noi stessi.

Cari amici, cosa ci dobbiamo aspettare?

Lavorando su “La verità di Freud” con Chiara Odello su un’opera brillante, ma che poteva con il sorriso suggerire riflessioni meno immediate, ci siamo trovati subito d’accordo su un punto: non “mettere in scena” dei personaggi, ma smontarli.

Non ci interessava costruire figure psicologicamente coerenti nel senso tradizionale; ci interessava decostruire degli stereotipi – il controllo, l’impulso, la mediazione – e poi rimetterli in gioco, lasciandoli esposti, a tratti scoperti, persino contraddittori.

Il Super-Io non è solo rigore: può diventare irrigidimento, automatismo, quasi caricatura. L’Es non è solo vitalità: può sconfinare nell’eccesso, nell’invasività, nel grottesco. E l’Io, che dovrebbe tenere insieme, si rivela spesso più fragile di quanto si immagini. Se volte, un poco quello che Cortazar mette nei suoi Famas e Cronopios, sempre mal calibrati nel cocktail individuale di ognuno di noi!

Abbiamo lavorato con gli interpreti proprio su questo: togliere protezione, ridurre le difese attoriali, attraversare il rischio della semplificazione per arrivare paradossalmente a qualcosa di più riconoscibile. Il registro che ne è emerso non è univoco: c’è una linea comica, evidente, che struttura il ritmo, ma accanto a questa affiora qualcosa di più instabile, un tratto elegante e insieme disturbato, a volte volutamente grottesco. Non è un effetto estetico, ma una scelta: portare in superficie quelle forme che, nella vita quotidiana, tendiamo a considerare “normali”.

Forse è proprio questo il punto che ci ha guidato: ciò che sulla scena appare deformato potrebbe essere più vicino alla realtà di quanto siamo disposti ad ammettere. Duttili e disponibili i nostri bravi attori, a farsi togliere viti e ingranaggi e a farceli rimontare se e come volevamo noi. Li ringraziamo.

In quanto a voi…vi aspettiamo!

A Roma presso il Teatro Santa Chiara al Casaletto con “”La verità di Freud” di Stefania De Ruvo