Pareri a confronto

LA CECITÀ E LA SORDITÀ, DUE SINTOMI DI UNA PATOLOGIA MOLTO ATTUALE: L’ “IPOCRISIA”

27 Aprile 2026

del Dr. Gian Piero Sbaraglia, otorinolaringoiatra

Come non chiedersi che cosa può essere capitato ai giorni d’oggi per vedere con occhi di semplici cittadini, l’escalation della violenza in qualunque ambiente, soprattutto quello familiare? Assistiamo al crescere di aggressioni fisiche sfocianti non di rado in omicidi, spesso eseguiti in assenza di una ragionevole coscienza, quando invece sono il frutto di uno spiccato perduto senso civico e di umanità. Assistiamo a delittuose azioni in un contesto familiare, come ultimo esempio citiamo l’orribile fine di una madre che si lancia dal suo appartamento a Catanzaro, nella notte di martedì 21 aprile 2026, con tre figli in braccio, morendo poi sul colpo con due di essi, mentre il terzo è gravissimo in ospedale.

Siamo arrivati alla perdita totale della ragione, al punto dell’impossibilità di distinguere ciò che è bene da ciò che è male, e nei casi di violenza immotivata verso il prossimo, all’ “HOMO HOMINI LUPUS”, frase tratta dall’Opera “Asinaria” di Plauto, che ben si adatta ai nostri tempi, per le molteplici circostanze di gratuita violenza. Ma se il mettere in forte evidenza questi alterati cambiamenti caratteriali dell’uomo, è un fatto di mera segnalazione del vivere attuale, non è parimenti piacevole che le Istituzioni competenti e preposte alla sicurezza e alla prevenzione di azioni e comportamenti degenerativi della società, risultino sfacciatamente assenti o quanto meno incapaci di arginare il fenomeno con adeguate soluzioni, non soltanto denunciandolo ostentatamente, condannandolo a gran voce, ma non facendo seguire a queste grida, soluzioni capaci di fermare i fenomeni, invece delle solite,come dicevamo, denunce: Flatus vocis!

Di più, di frequente assistiamo proprio in questi periodi, allo scontro bastardo delle stesse Istituzioni, che si rimbeccano con il dire che certe competenze spettano a queste o ad altre Istituzioni o che alcune di esse non dovrebbero immischiarsi su problemi che non sono di loro competenza, come sta avvenendo di continuo tra governanti ed apparati di Giustizia.

E sono proprio queste diatribe, tra queste due Istituzioni, ad essere alla base in molti casi, della insorgenza di molta violenza, dal momento che può sorgere nella mente degli individui, soprattutto dei più tendenti alla violenza e senza scrupoli, la credenza che si possono commettere a piacimento atti inumani perché tanto non si viene adeguatamente puniti o meglio la si può fare franca.

Ed ecco l’ennesima costatazione, o meglio, denuncia che nulla si sta facendo per arginare seriamente la gratuita violenza dei giorni d’oggi, e se possiamo estendere la longa mano della Civiltà della Prevenzione, anche per la prevenzione degli infortuni e morti sul lavoro, e ancor di più per la violenza minorile, nelle piazze e vicoli delle città e paesi. L’immobilismo nell’affrontare le soluzioni di questi problemi regna sovrano, mentre vivace è quello “intellettuale”. Occorre ricercare i numerosi fattori scatenanti o i terreni culturali che costituiscono il palcoscenico di queste violenze anziché non fare nulla. Una prova? Si parla tanto di cambiamenti nell’ambito familiare, che la famiglia, specie sul tema della violenza minorile, è latitante, non è più presente come era una volta, e che i figli non hanno più la dovuta sorveglianza o il controllo, o ancora di più, il dovuto aiuto. Proprio qui sta la conflittualità intellettuale: è vero, la famiglia non è più la stessa, ma siamo realistici e sinceri: oggi, lavorando padre e madre, sia la mattina che il pomeriggio, quando ci si incontra tutti in famiglia, per discutere di un’iniziativa o dei problemi quotidiani che qualche figlio ha, ad es. a scuola, o nella vita di tutti i giorni? Solo la sera a cena e per qualche ora, perché poi si vede la TV e si va a letto.

E questo avviene per i figli anche da neonati, i quali oggi più che mai proprio per i motivi già detti, vengono affidati al nido e all’asilo, ricevendo – diciamolo pure senza vergogna e falsità – una educazione “mercenaria” o comunque qualche volta in contrasto con quella dei genitori che rivedono la sera i figli, che magari si muovono o parlano, diversamente da come essi vorrebbero. E già qui sorgono i contrasti, che di sicuro potrebbero portare ad un clima di disarmonia pericoloso, se non di contestazione con facile sforamento nella violenza fisica.

Non basta dire “Occorre un supporto psicologico in queste particolari situazioni”: ma chi può leggere nella mente di un individuo piccolo o grande che sia? Come si può pensare che l’uomo possa leggere l’uomo e trarne così soluzioni e giustificazioni anche alle sue violente azioni? L’aver favorito questi cambiamenti senza pensare alle possibili conseguenze negative, cambiamenti spesso fatti in nome di un progresso, che progresso poi non è, come la parità dei diritti e doveri tra generi diversi, di certo hanno contribuito a creare un clima di tensione, incomprensioni, di rivincita, che poi ha creato, e continua a creare, malumori, tensioni, lotte e quant’altro. Le leggi della Natura non andrebbero alterate a proprio piacimento, come da questa sede già dicemmo qualche anno fa in un articolo proprio sull’importanza di saper leggere la Natura rispettandone le regole. Invece per nostra comodità, in qualche caso le abbiamo alterate, credendo di trarne benefici per noi stessi, mentre ne abbiamo alterato l’equilibrio.  

Inoltre come non pensare alle cambiate abitudini di vita o di cambiamenti di stile della stessa e che riguardano tutte le abitudini, che apparentemente ci appaiono belle, benefiche, ma che al contrario non ce ne accorgiamo che invece sono colpevoli di un brusco cambiamento soprattutto nella psiche di tutti. La vogliamo dire tutta? Si è mai pensato a quanta importanza in questi anni si dà alla sfrenata espansione della musica in genere, che tanto fa guadagnare economicamente con concerti sovraffollati i soliti furbetti del quartiere, mentre non si pensa che questo fenomeno possa avere un risvolto psicologico nelle giovani menti, con il far insorgere, in esse, una poco conosciuta psicopatologia chiamata AURALISMO”, che non è nient’altro che una stimolazione patologica dell’istinto sessuale da musica continua e assordante, favorente ,a seconda delle circostanze, tanti atroci delitti spesso  ingiustificati e senza apparente causa?

Ecco allora che facendo una riflessione troviamo, se vogliamo essere mentalmente onesti e leali, le cause di questa violenza dei giorni nostri. Per cui, le soluzioni al problema non dovrebbero essere difficili, ma di certo, si dovrebbero applicare tenendo lontani gli interessi personali, di ogni genere, cercando di smascherare il più possibile gli ipocriti meglio detti “i furbetti del quartiere” apparentemente “ciechi e sordi”.