4 Dicembre 2025 ![]()
Istituzioni, politici, uomini di cultura, ma non vedete che la violenza oggi la fa da padrona?
I numerosissimi fatti di violenza che stanno caratterizzando – giorno dopo giorno – questi ultimi anni ed ogni ambiente, anche in quelli nei quali mai si sarebbe pensato che potesse essere realizzata, così da renderli non più immuni e sicuri, è possibile che non abbiano scosso la curiosità degli attenti ricercatori, pensatori ed osservatori, verso una seria risoluzione del problema? Al di là delle retoriche parole o espressioni di circostanza, enfatizzate, poi, per porsi in prima fila e studiandone le cause, ponendo le premesse e le basi per una soluzione concretamente riparativa? Si rifletta un momento: gli psicologi tendono oggi a dare ciascuno la propria versione su quanto di violento sta succedendo, tra azioni, fatti, episodi, chiamando in causa – con valutazioni molto spesso soggettive – e giustificazioni psicologiche relative alla facies degli individui attori o delle circostanze negative – che sono sempre più numerose – tanto da rendere ovvi tali comportamenti, astenendosi però dallo stilare una lista di circostanze, avvenimenti, che determinerebbero queste violenze, che verrebbero fuori a seconda delle emozioni, dell’ambiente e delle storie che improvvisamente sono costretti a vivere.
Ora, si faccia una premessa a mò di provocazione: chi può arrogarsi il privilegio di saper leggere nella mente dell’uomo e trarne così adeguate conclusioni o giustificazioni del suo agire normale o anormale, secondo le regole del buon vivere o secondo le linee inumane di certe aggressività, anche se quest’ultime sono legate ad improvvise variazioni o insorgenze di pensieri aventi per oggetto impeti gratuiti e anomali cambiamenti d’umore, sempre e comunque al di fuori del buon vivere? Questo, a nostro avviso, è il nostro pensiero sulla violenza di oggi soprattutto delle giovani generazioni: volendo a tutti i costi pensare di capire atti di violenza e cercare di inquadrarli in situazioni giustificabili, nel tempo il giustificazionismo ha portato alla perdita della coscienza del “male agire”, coinvolgendo in più circostanze anche le Istituzioni Giudicanti che in varie occasioni, proprio alla luce di queste mutazioni, emettono miti condanne o addirittura assoluzioni, derivanti da personali punti di vista, dati anche dalla specifica proprietà della “discrezionalità”, che è loro privilegio, dando seguito al vecchio brocardo latino “IMPUNITAS SEMPER AD DETERIORA INVITAT”.
E allora, qual è la soluzione? L’osservazione dei pazienti sia in regime di ricovero che nei nostri ambulatori, il loro modo di parlare, di esprimersi, il loro mettere l’accento sui sintomi di una loro presunta patologia, che li ha condotti dal curante, la tensione o la tranquillità nell’esprimersi, tutto ciò ha richiamato la nostra attenzione,facendoci di più rimarcare che l’uomo è una creatura diversa da individuo ad individuo: ogni individuo è un “unicum” e non ha simili se non per l’aspetto fisico; e questo si sa da sempre e non è una novità, ma ci obbliga ad una riflessione: ciò che l’uomo pensa non è dato leggerlo nel suo pensiero! E poi c’è da mettere in conto che non infrequentemente un individuo, anche se da sempre conosciuto tranquillo, rispettoso delle regole del ben vivere, può avere in maniera repentina sconvolgimenti improvvisi nella sua mente che lo portano a compiere atti di una violenza incredibile oltre che stucchevole, dal momento che nessuno ne avrebbe pensato mai un comportamento simile, avendolo sempre visto calmo e riflessivo.
E allora è possibile fare un elenco di elementi psicologici ed emettere definizioni che possano poi descrivere, etichettare certi caratteri? Ed è possibile fare una statistica obiettiva riguardante comportamenti, azioni, e quindi “caratteri” di soggetti con tare psicologiche da tener sotto controllo e curare?
Va da sé che quanto si dice sulla personalità di alcuni individui è solo un “flatus vocis” e come già detto in precedenza: chi può leggere nella mente dell’uomo e capire o presagire il suo pensare per mettere in atto alla circostanza una pronta soluzione di prevenzione, stoppando sul nascere atti forieri di violenza? Sarà così possibile fare profilassi e prevenzione? Una cosa è certa e oggetto di meditazione e soluzione: l’osservazione obiettiva e costante degli individui, le loro abitudini, comprese quelle dell’uso di sostanze oppioidi, che dovrebbero portare le Istituzioni a stilare una chek-list degli individui che le usano al pari di come fanno invece per gli individui che le spacciano? E ci si chiede perché non viene fatto? Non farebbe parte della prevenzione?
Senza poi considerare l’importanza dell’ambiente familiare, che dovrebbe essere il luogo dove la mente degli esseri umani trova il suo punto di crescita, di formazione, ma soprattutto il posto dove si costruiscono le linee guida per una vita regolare.
Si osservino i numerosi casi di violenza e si studino gli ambienti dove sono maturati e da dove provengono gli autori: sono per la maggior parte ambienti dove la famiglia unita non c’è più o non ha saputo accorgersi delle devianze caratteriali dei figli; a questo concetto aggiungiamo un’altra riflessione che dovrebbe essere presa in sicura considerazione dalle istituzioni: ci vediamo o siamo ciechi nel costatare che la maggior parte degli omicidi, femminicidi, accoltellamenti e così via, manco a farlo apposta sono compiuti da gente che è adusa alle droghe? Non basta questo per creare un allarme e fermarlo questo allarme con decisioni, che se anche credute limitative della libertà individuale, sono garanti della libertà della gente normale, mettendo di certo un freno a questa spietata e gratuita violenza? Così come dare risposte o soluzioni se pur pesanti, ma di certo degne di essere un deterrente per qualsiasi forma di violenza: la violenza non deve prevalere. Chi la commette deve pagare e non ci sono né scusanti, né attenuanti.
del Dott. Gian Piero Sbaraglia
Dott. Gian Piero Sbaraglia, MEDICO CHIRURGO, Spec. In Otorinolaringoiatria, già Primario Otorinolaringoiatra, C.T.U. del Tribunale Civ. e Pen. di Roma, Direttore Sanitario e Scientifico Centro di Formazione, BLSD-PBLSD – Accreditato ARES 118-Lazio e IRC-Misericordia di Roma Centro – ROMA
